I contenuti dell’Osservatore n.39/2025
I contenuti del numero 39/2025 de L’Osservatore, disponibile da sabato 27 settembre 2025:
Il Primo Piano, firmato da Markus Krienke, è dedicato al riconoscimento della Palestina da parte di diversi Paesi occidentali: un gesto dal valore simbolico che mette in discussione il ruolo degli Stati Uniti come mediatori e solleva interrogativi sulla reale praticabilità della soluzione dei due Stati.
Segue in Forum un resoconto, curato da Corrado Bianchi Porro, del convegno dedicato agli psicoanalisti britannici Bion e Winnicott, tenutosi a Milano.
Il canto dei libri, che apre la sezione culturale, propone una recensione di Corrado Bianchi Porro al saggio di Vittorino Andreoli La società del pressappoco. Segue Dalmazio Ambrosioni che si occupa di «una mostra affettuosa e aspra» nello spazio d’arte grigionese di Trun, con opere di Not Vital in relazione e omaggio a Matias Spescha, a cent’anni dalla nascita. Un contributo di Manuela Camponovo riguarda il Teatro Foce di Lugano, la nuova stagione tra offerte e promesse per il luogo di riferimento della cultura indipendente. Tornano le mensili Cartoline di Massimo Daviddi che, sul filo della nostalgia, racconta dell’attività del Cineforum di Luino. Luca Cerchiari ricorda la figura di Fausto Amodei che si è dedicato in particolare alla canzone impegnata. Come sempre la parte culturale si chiude con il cinema, in questo caso due film scelti da Emanuele Sacchi: Material Love, romcom griffata, che prova ad aggiornare Nora Ephron ai giorni delle dating app e dell’algoritmo imperante; La casa delle bambole di Gabby – Il film, tentativo di portare sul grande schermo la popolarissima serie Dreamworks di animazione, dedicata a un pubblico in età prescolare.
La sezione Economia, curata da Corrado Bianchi Porro, presenta l’analisi di Pictet AM sulle strategie di investimento in un’America segnata dai dazi di Trump, dall’incertezza geopolitica e dall’ascesa dell’Intelligenza artificiale. Si riferisce poi della serata UCIT sui temi della diversità e dell’inclusione nel mondo del lavoro, con particolare attenzione al ruolo delle imprese come facilitatori di percorsi professionali. A chiudere, un focus sul Ticino economico: dazi americani, transizione energetica e innovazione delineano un quadro complesso, in cui le industrie locali chiedono stabilità, nuove competenze e strategie di lungo periodo per non perdere terreno.
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