Convegno

L’intelligenza artificiale cambierà la nostra società. Noi ci prepariamo

Testa AI

Colloquio philo-tech della Cattedra Rosmini: 10-11 ottobre 2025

Forse l’anno 2025 passerà alla storia come il momento in cui le società occidentali si sono accorte dell’immenso potenziale di rischio che le nuove tecnologie targate “intelligenza artificiale” portano: mentre finora prevalevano coloro i quali ci assicuravano che «ogni innovazione tecnologica ha cancellato posti di lavoro», «ha portato a più automazione e quindi a meno controllo», «ha posto problemi di sicurezza», e tutto sommato «dipende dall’uso buono o cattivo che noi ne facciamo», per cui non ci sarebbe «nulla di nuovo sotto il sole», ormai siamo diventati consapevoli del potere trasformativo che tali tecnologie hanno per le nostre vite e per la società, per l’economia e la politica, e non sempre a favore della nostra libertà, autodeterminazione e la consapevolezza che ne abbiamo una grande responsabilità.

La questione se l’IA raggiunga presto il livello di qualcosa come una “coscienza” non è più solo fantascienza, e gli effetti di “transumanizzazione” della nostra società sono in corso: sempre di più pensiamo di noi stessi, della società e del futuro in chiave “artificiale”. L’utilizzo tecnologico e strategico di sempre più dati deve garantire la soluzione di sfide immense: dalla medicina (potenzialità diagnostiche ma anche “upgrading” della nostra natura e “medico robot”?) al clima (possibilità di nuove strategie per “salvarlo” ma anche grande consumo di energia), dalla cura (robot nella cura degli anziani e non) alla nostra identità (la memoria sarà ancora la nostra prerogativa?), dalla giustizia (polizia predittiva e giudici “robot”?) alle aziende (programmi IA per selezione e sorveglianza dei collaboratori), dalla sicurezza (da quella privata dei dati sensibili a quella nazionale) alla democrazia (tecnopolitica, cioè l’uso di IA per governare e “nudging” ossia “spinte invasive” per i cittadini), dall’idea di uguaglianza e partecipazione (si creerà un “digital divide”?) alla questione della verità (fake news, manipolazione e crisi del giornalismo). Le nuove tecnologie sono diventate un fattore di potere politico, economico e strategico enorme di fronte al quale abbiamo sempre meno possibilità di “rimanere autonomi”. Siamo davvero consapevoli di tutte le conseguenze che possono risultare dall’utilizzo trasversale dell’IA e abbiamo le idee giuste per affrontarle?

Dante Alighieri in sala server

Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura (di server) / ché la diritta via era smarrita. Cosa direbbe oggi Dante Alighieri di fronte alle sfide dell’intelligenza artificiale? (Immagine generata da ChatGPT)

Queste domande, che vengono affrontate da intellettuali nei centri di ricerca, hanno bisogno di un approccio nuovo: uno sforzo interdisciplinare in cui l’expertise tecnologica interagisce con le domande della filosofia sull’essere umano, in cui si affronta in maniera nuova la dimensione culturale della nostra creatività e si pongono le domande politico-sociali giuste. Infine, ci si chiede quale contributo può dare la teologia – la voce che finora manca ancora nell’arco interdisciplinare ma che costituisce il programma forte del nuovo Papa Leone XIV. Tutti aspetti che infatti vengono affrontati dal prossimo Colloquio philo-tech, tra competenze – in senso largo – filosofiche e tecniche, in programma il 10 e 11 ottobre presso la Facoltà di Teologia di Lugano, Università della Svizzera italiana. Accanto a molti relatori che in tavole rotonde pongono problemi e prospettive – anche grazie alle vostre domande e interazioni – ci sono due keynote speakers: Antonello Barone, inventore del “Festival del Sarà” a Termoli, dove ci si interroga del futuro, e Claudio Novelli dell’Università di Yale dove lavora nel team di Luciano Floridi.

Markus Krienke

Consultare il programma dettagliato.
Per iscriversi basta inviare una mail a: laura.cianciarelli@usi.ch.

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