
Come affrontarlo? È la domanda che molti si pongono volendo tributare memoria e omaggio, naturalmente attratti dalle cifre tonde, nei cinquant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, che appartiene alla categoria dei personaggi-mondo, un universo esteso in più complesse direzioni che hanno attraversato il periodo tormentato del secondo Novecento e che di quel periodo egli divenne la coscienza critica e morale, provocatoria e scomoda, per quanto contestato e censurato dal perbenismo corrente. Emanuele Santoro (lunedì 10 novembre al Teatro Foce di Lugano), nella sua lettura intensa e coerente, ma anche semplice e colloquiale, accompagnato dai lievi, mai invadenti, contrappunti musicali di Claudia Klinzing che usa diversi strumenti, ha scelto di affidarsi innanzitutto alla voce del poeta che, del resto, contrassegnò gli esordi, per seguirne il percorso biografico, di pensiero, arte, impegno civile (un video riporta titoli e citazioni).
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