Storie di Musetta e altri gatti

Cibo da gatti? Ma scherzate?

Musetta e cibo

Musetta e cibo

Un’altra caratteristica di quella gatta è che in vita sua non ha mai toccato cibo preparato per i suoi simili. Mai! Come avesse fatto un patto con il diavolo. Si sa, i gatti in materia di nutrimento sono molto più schizzinosi dei cani, per la disperazione anche dei produttori di alimentari destinati ai felini domestici. Qui, niente da fare. Troppo viziata? Ma nel periodo dello svezzamento ad ogni micetto veniva concesso di mangiare cibo proveniente direttamente dalla mensa degli umani, più avanti si passava senza problemi alle scatolette. Non così per Musetta. Se si credesse alla reincarnazione, si poteva pensare che in un’esistenza precedente fosse cresciuta alla corte del Re Sole. È stata testata ogni genere di marca, anche la più costosa e raffinata, quella della pubblicità del vaporoso e seduttivo gattone bianco. Niente da fare. Umido e secco… Ne percepiva l’odore dalla soglia della cucina e neanche si avvicinava… Quando avrà fame, mangerà. Davvero? Si aveva l’impressione che preferisse morire digiuna. Tornava e si allontanava ogni volta con la coda bassa, tra le zampe. Una tristezza… Pronta all’attacco vendicativo. Alla fine vinceva sempre lei. E non finiva qui. Si poteva utilizzare come degustatrice per verificare la qualità della carne comprata fresca dal macellaio: quella da crudo, per tartara, s’intende, appena tritata… Ne era ghiotta, ma se non la toccava voleva dire che qualcosa non andava, ad esempio che la macchina non era ben pulita e conteneva dei residui precedenti!

Musetta e cibo

Il tonno è tonno? E come mai non ne voleva sapere di quello confezionato per gatti, ma si nutriva solo di quello proveniente dalle scatolette destinate agli umani? E mi raccomando, al naturale, senza olio! Fregava tutti, troppo bella e cattiva per non essere accontentata. Trota salmonata e altre prelibatezze come la panna. I gatti adulti in libertà non bevono mai latte, non dovrebbero digerirlo una volta svezzati. E com’è che molti felini domestici lo slappano volentieri? Anzi, il famoso pittore svizzero Steinlen usò proprio i gatti per una cartellonistica che pubblicizzava il latte puro e sterilizzato. Si vede che l’addomesticamento, generazione dopo generazione, ha procurato anche una certa assuefazione. Le singolarità non finiscono qui, si racconta di gatti che sono avidi di carote o di altre stravaganze alimentari per dei carnivori. Tornando a Musetta, un giorno per caso si scoprì un’altra sua preferenza. Nel giardino del tempo che fu, si vedevano gatti strofinarsi contro il tronco dell’albero di ulivo, impazzire per la resina afrodisiaca, ma non lo si sospettava fino a quando ci si accorse che Musetta cercava i noccioli di olive, rubandoli dai posaceneri o dai piattini. Allora si provò a dargliene una, sottratta alla pizzetta, le venne offerta snocciolata, naturalmente: la divorò come il massimo della ghiottoneria, ma guarda un po’, andava pazza per le olive e quando c’era qualche umano che mangiava una pizza, gli faceva la posta fino a quando non otteneva la sua parte. Non la pasta, non il pomodoro, ma una piccola, nera, untuosa, taggiasca che si aveva cura di snocciolare.

Manuela Camponovo

(21. Continua)

In cima