Teatro

La politica a tavola: “Le volpi” e l’arte dell’autoassoluzione

Foto: Artemia Moletta

Mercoledì 21 gennaio alle ore 20 il Teatro Foce di Lugano ospita Le volpi, spettacolo intenso e tagliente interpretato da Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Scritto dalla Compagnia CapoTrave (Lucia Franchi e Luca Ricci), il testo alterna ironia e dramma per raccontare la provincia italiana come un microcosmo in cui si riflettono dinamiche di potere, desideri e ossessioni individuali.

La scena è quella di una sala da pranzo in penombra, all’ora del caffè, in una assolata domenica di agosto. Attorno a un tavolo si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di uno di loro. Il tempo sembra sospeso: fuori, i pensieri sono già proiettati verso il mare e le vacanze, ma restano ancora alcune questioni da sistemare.

Tra biscotti vegani e conversazioni apparentemente formali, si stringono e si sciolgono accordi, si regolano favori e concessioni, si discutono incarichi e presunti vantaggi. Il dialogo scivola progressivamente in un meccanismo autoassolutorio, in cui diventa legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale dopo essersi a lungo occupati della gestione della cosa pubblica.

Le volpi mette in scena una corruzione sottile, quotidiana, quasi impercettibile: quella che nasce dal concedersi una piccola eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia in Todo modo: «I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi».

Lo spettacolo è stato finalista ai Premi Ubu 2024 nella categoria “miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica”, confermandosi come una delle riflessioni più lucide e inquietanti sul potere e sulle sue giustificazioni intime.

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