Danza

Il Teatro San Materno riapre le danze

Teatro San Materno di Ascona

A febbraio 2026 il Teatro San Materno di Ascona inaugura la nuova stagione primavera–estate con un cartellone interamente dedicato alla danza e al dialogo con le altre arti. Curata da Tiziana Arnaboldi e Lisa Ferretti, la stagione propone un percorso articolato che intreccia movimento, musica, cinema, arti visive, architettura e paesaggio, affrontando al tempo stesso temi urgenti come l’identità, il genere e la trasformazione dei corpi nello spazio sociale e simbolico.

L’apertura della stagione, domenica 8 febbraio, è affidata alla musica con Fantasie di tre mondi del pianista italo-svizzero Federico Caneva. Il concerto costruisce un viaggio pianistico che attraversa tre universi culturali e storici: la Vienna classica, la modernità americana e la complessità emotiva dei grandi compositori russi. Da Mozart a Scriabin, passando per Haydn, Schubert, Rzewski e Čajkovskij, la fantasia diventa non solo forma musicale libera dai vincoli strutturali, ma anche facoltà immaginativa capace di mettere in relazione epoche, tensioni sociali e fragilità interiori, trasformando il concerto in un attraversamento poetico del tempo.

A marzo torna ad Ascona, per il terzo anno consecutivo, la collaborazione con il Pool Movement Art Film Festival di Berlino. Materia (14 e 15 marzo) propone due serate di videodanza con programmi distinti, curate da Lisa Ferretti e Sarah Möller, in cui danza e cinema si fondono in un linguaggio unitario. I film selezionati esplorano il rapporto tra corpo e paesaggio attraverso texture elementari – terra, acqua, luce, vento – facendo emergere una coreografia cinematografica autonoma, in cui il movimento dialoga con la materia e con le forze naturali.

La Compagnia Tiziana Arnaboldi è al centro di numerosi appuntamenti della stagione. Il 28 marzo la coreografa conduce un laboratorio di danza aperto a tutti, ispirato all’universo creativo di Joana Vasconcelos, basato sull’improvvisazione e sulla ricerca di un gesto autentico e personale. Il giorno successivo, 29 marzo, la Compagnia porta in scena Gesti intuitivi surreali, spettacolo di danza e arti visive ispirato all’opera Miragem di Vasconcelos: una composizione di gesti immediati e liberi, in cui i corpi diventano pennellate nello spazio, traducendo in movimento la monumentalità giocosa e istantanea delle sue sculture.

La riflessione sulle identità di genere attraversa due lavori chiave del cartellone. Il 18 aprile il Teatro San Materno accoglie La Mue del coreografo e artista visivo francese Sulian Rios, in prima internazionale. In occasione del 50º anniversario della scomparsa di Carl Weidemeyer, geniale architetto e artista che ha progettato il Teatro San Materno, la serata si apre con una breve performance negli spazi esterni dell’edificio, offrendo al pubblico uno sguardo inedito sull’architettura Bauhaus del luogo. In scena, La Mue esplora una serie di archetipi femminili – dalla bambina alla monaca – interrogando il modo in cui il corpo viene progressivamente plasmato, disciplinato o represso. Attraverso un linguaggio fisico rigoroso e l’uso di maschere-sculture dal forte impatto visivo, lo spettacolo si configura come un percorso di trasformazione e ridefinizione dell’identità corporea.

Il 26 aprile va in scena Before Night Falls di DCollective, vincitore del premio “Residenza Teatro San Materno” al Festival Presente Futuro 2025 del Teatro Libero di Palermo. Nato da una ricerca condotta nel cuore del Cairo, lo spettacolo racconta le storie di quattro uomini egiziani, decostruendo le rappresentazioni tradizionali della mascolinità. Tra parola, movimento e suono, il lavoro indaga temi come la paternità, la resistenza e la solitudine, trasformando il teatro in uno spazio immersivo che mette lo spettatore in contatto diretto con i paesaggi emotivi e sociali dell’universo maschile contemporaneo.

Il dialogo tra danza e natura si fa esperienza diretta il 9 maggio con Germogli danzati, performance itinerante sull’argine sinistro della Maggia, a Solduno. In un ambiente naturale caratterizzato da un microclima estremo e da una vegetazione sorprendente, tre danzatrici della Compagnia Tiziana Arnaboldi interagiscono con il paesaggio fluviale. Il biologo Valerio Sala accompagna il pubblico in una passeggiata botanica, svelando le peculiarità di un territorio che diventa fonte d’ispirazione per una creazione artistica in cui danza e scienza si intrecciano.

Il 6 giugno il Collettivo Pergallini/Pitarresi presenta De-Sidero, una microstoria poetica e intensa di due corpi che si riconoscono in una stanza semivuota. Il desiderio è inteso come forza generativa: mancanza che si trasforma in energia, tensione che diventa relazione, linfa capace di alimentare un cambiamento non solo individuale ma anche sociale e culturale. Il vuoto si fa spazio fertile, luogo di possibilità e di senso condiviso.

La stagione si conclude il 24 e 25 luglio con Cantiere aperto n.3, performance site-specific della Compagnia Tiziana Arnaboldi, coprodotta con la Fondazione Carl Weidemeyer. In occasione dei 50 anni dalla morte dell’architetto e dei 30 anni della Fondazione a lui dedicata, il lavoro si ispira direttamente alla struttura del Teatro San Materno. Cerchio, triangolo e quadrato – le figure geometriche che abitano l’edificio – diventano matrici coreografiche: i corpi si fanno misura dell’architettura, trasformando lo spazio in un cantiere vivo, in continuo divenire.

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