Giornalismo

Washington Post, Bezos, il potere: la resa del giornalismo?

Sarà pure San Valentino, ma il Washington Post non se la passa benissimo. Uno dei giornali-mastino della democrazia americana sta vivendo un brutto periodo sia per una crisi strutturale, che per un collasso di natura politica più ampio. Nei giorni scorsi lo storico giornale del “Watergate” ha annunciato l’uscita di scena del suo AD, Will Lewis, appena tre giorni dopo aver licenziato circa un terzo della forza lavoro. La decisione, brutale, ha colpito tutti i settori della redazione, portando alla chiusura dello storico dipartimento sportivo, allo smantellamento della fotografia, alla drastica riduzione della copertura internazionale e locale. Quindi alla cancellazione di podcast e sezioni culturali. Una vera e propria amputazione di un’istituzione centrale del giornalismo statunitense. Che riflette non solo la crisi del business, ma il decadimento degli Stati Uniti come ultima frontiera della libertà mediatica e del controllo del potere.

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