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Una serata sugli “Sguardi divini” inaugura FestivaLLibro 2026

FestivaLLibro 2026 - Dipinti e cappelle

Da sin.: Stefano GIlardi, Paolo Ostinelli, Renato Martinoni e Daniela Mondini

Un viaggio tra arte sacra, storia e devozione popolare ha animato la serata introduttiva dell’edizione 2026 del FestivaLLibro, svoltasi givoedì 5 marzo alla Sala dei Congressi di Muralto. In questa occasione è stato presentato il volume Sguardi divini. Cappelle e dipinti murali devozionali del Sopraceneri, curato dal Centro di dialettologia e di etnografia.

L’evento si inserisce nel ricco programma dell’edizione 2026 del festival, aperta nel pomeriggio da un incontro al Liceo cantonale di Locarno, durante il quale gli studenti hanno avuto la possibilità di dialogare con la scrittrice Catherine Lovey.

Ad aprire la serata è stato il sindaco di Muralto Stefano Gilardi, che ha salutato il pubblico, circa un centinaio di persone, ringraziando il comitato organizzativo e il direttore artistico per l’impegno profuso nella realizzazione della nuova edizione del festival.

La serata è stata introdotta dal direttore artistico Renato Martinoni, che ha presentato gli ospiti e il volume dedicato alle cappelle e agli affreschi sacri diffusi nel territorio del Sopraceneri, testimonianze di una devozione popolare che da secoli segna il paesaggio e la vita delle comunità ticinesi.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Paolo Ostinelli, professore di storia medievale all’Università di Zurigo e direttore del Centro di dialettologia e di etnografia, e Daniela Mondini, professoressa di storia dell’arte all’Accademia di architettura di Mendrisio. I loro interventi hanno permesso di approfondire il contesto storico, culturale e artistico di questo patrimonio diffuso, spesso poco conosciuto e non sempre adeguatamente valorizzato.

Il progetto di ricerca illustrato nel volume ha censito 3’621 cappelle, edicole votive e dipinti murali sacri presenti nel territorio ticinese, mettendo in luce il ruolo di queste strutture come luoghi di relazione tra la vita quotidiana e la dimensione religiosa. Molte di queste testimonianze nascono infatti come segni di protezione o di ringraziamento, collocati in punti strategici del territorio, lungo sentieri, presso ponti o accanto alle abitazioni, come forma simbolica di protezione dalle calamità naturali che minacciavano le comunità rurali.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla presenza femminile nell’iconografia e nella devozione popolare, in linea con il tema della rassegna di quest’anno, Voci di donne. Le immagini della Vergine Maria, spesso al centro delle rappresentazioni votive, testimoniano una dimensione spirituale profondamente radicata nella vita quotidiana delle comunità.

La presentazione ha offerto al pubblico uno sguardo approfondito su un patrimonio artistico diffuso e spesso poco conosciuto, ma fondamentale per comprendere la storia sociale, religiosa e culturale del territorio ticinese. L’incontro si inserisce nel programma del FestivaLLibro di Muralto, che proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori appuntamenti dedicati alla letteratura, alla cultura e alla riflessione sul ruolo delle voci femminili nella storia e nella società.

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