Prismi 2026: la nuova drammaturgia svizzera a Lugano e Chiasso
Torna dal 3 al 7 maggio 2026 la vetrina Prismi, appuntamento dedicato alla nuova drammaturgia contemporanea svizzera. Alla sua seconda edizione, la rassegna propone una selezione di testi teatrali inediti presentati in forma di lettura scenica tra il LAC di Lugano e gli spazi del festival ChiassoLetteraria. Nata all’interno di Luminanza, progetto di formazione e creazione teatrale, la Vetrina Prismi si pone l’obiettivo di avvicinare il pubblico ticinese alle nuove voci della scrittura scenica svizzera, mettendo in luce temi, linguaggi e urgenze della contemporaneità.
In programma quattro giovani autrici e autori formatisi nel percorso Prismi 2025, affiancati da due testi selezionati nella shortlist del Play Festival di Zurigo e tradotti per l’occasione in italiano.
Ad aprire la rassegna, il 3 maggio allo Spazio Lampo di Chiasso, sarà Una Venere di 5743 anni di Olivia Csiky Trnka: una riflessione poetica e radicale sulla vecchiaia e sull’invisibilità del corpo femminile, tra memoria collettiva e ritualità teatrale.
Il 5 maggio al LAC di Lugano andrà in scena Cabaret Voltaire – ovvero la Contraddizione di Romeo Gasparini, ambientato nella Zurigo del 1917, dove Tristan Tzara e Vladimir Lenin si confrontano in un dialogo immaginario sul rapporto tra arte e rivoluzione. La serata sarà introdotta da un testo in divenire di Matilda Meneghetti, dedicato al legame tra vocazione artistica ed esperienza emotiva.
Il 6 maggio, al Cinema Teatro di Chiasso, sarà presentato Drill Baby Drill di Sarah Calörtscher: un viaggio visionario in un futuro post-fossile che segue una geologa nel cuore del pianeta, interrogando il destino dell’umanità. Seguirà una tavola rotonda con l’autrice, la traduttrice e una rappresentante del Play Festival.
Il 7 maggio, al LAC, Fabiana Iacozzilli dirige To the woman who makes every moment unforgettable di Joséphine Bohr, una ricerca performativa sulla maternità costruita attraverso voci e corpi femminili. Chiude la rassegna Muette di Lea Ferrari, intensa storia sul rapporto tra identità e lingua nella comunità sorda.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero. L’intera serata finale sarà accessibile anche alle persone sorde grazie all’interpretariato in Lingua dei Segni.