Cinema

OtherMovie 2026: il cinema del cambiamento

Dal 17 al 25 aprile torna a Lugano la quindicesima edizione dell’OtherMovie Lugano Film Festival, dedicata al tema “Cambiamento – Il cinema come organismo vivo”.

Le pellicole scelte quest’anno mostrano infatti corpi, territori e comunità attraversati dal cambiamento: fiumi sacri resi irriconoscibili dall’inquinamento, famiglie che affrontano traumi e fragilità, città e villaggi che cercano nuovi equilibri, giovani alle prese con desideri di emancipazione. Il cambiamento è anche linguistico e formale: documentari che sconfinano nella videoarte, opere che intrecciano memoria personale e storia collettiva, film che sperimentano nuove alleanze tra musica, archivio, animazione e testimonianza diretta.

Il festival si apre ufficialmente al Palazzo Civico di Lugano, con l’evento India: The Flavor of Chai and Change, che unisce conferenze, gastronomia e cultura. In serata, al Cinema Iride, la proiezione del film Srikanth di Tushar Hiranandani inaugura il programma cinematografico, seguita nei giorni successivi da un calendario fitto di proiezioni, incontri e dibattiti.

Il film d’apertura ufficiale è Laundry di Zamo Mkhwanazi, proiettato al Lux Art House di Massagno: ambientato nel Sudafrica dell’apartheid, racconta la storia di un adolescente costretto a rinunciare ai propri sogni per sostenere la famiglia, trasformando la quotidianità in un atto di resistenza.

 

L’incontro

Il cuore del festival è il concorso internazionale “L’Incontro”, distribuito tra Cinema Iride, Lux Art House e Studio Foce. Qui troviamo Mamma Yamuna di Vito Robbiani, proiettato anche in contesto educativo al CPT Trevano, un viaggio lungo il fiume sacro indiano che diventa denuncia ambientale globale; Lupi nostri di Samer Angelone, presentato anche al Museo cantonale di storia naturale prima della proiezione, che indaga il conflitto tra uomo e fauna alpina; e Aisha Can’t Fly Away di Morad Mostafa, intenso ritratto di una giovane migrante nel Cairo contemporaneo.

Sempre nel concorso, Brides di Nadia Fall segue due adolescenti europee in fuga verso la Siria, mentre DJ Ahmet di Georgi M. Unkovski racconta il desiderio di libertà di un giovane pastore attraverso la musica. Più contemplativo è Chi busserà alla porta di casa di Maja Novaković, ambientato nei paesaggi della Bosnia, mentre Un Gran Casino di Daniel Hoesli — presentato in anteprima ticinese — riflette sul Casinò di Campione d’Italia come simbolo del capitalismo globale.

Il festival affronta anche temi delicati con God as My Witness – Lo giuro a Dio, documentario sugli abusi nella Chiesa cattolica negli Stati Uniti, proiettato allo Studio Foce con dibattito, e Nel nome del Padre di Mirko Aretini (fuori concorso), dedicato a casi svizzeri. Sempre allo Studio Foce, Nei Giardini della Mente di Matteo Balsamo (film della giuria) esplora il tema della salute mentale attraverso testimonianze dirette.

 

[S]GUARDO DA VICINO

La sezione cortometraggi “[s]guardo da vicino”, ospitata allo Studio Foce, include: Phosgene Tears to Old Kassandra di Alessandra Pescetta, opera visionaria che unisce tragedia greca, intelligenza artificiale e riflessione sulla guerra chimica; Tribù di Carlos Gómez-Trigo, riflessione sulle dinamiche collettive; Astronauta di Giorgio Giampà, viaggio sospeso tra realtà e immaginazione; Black Mornings di David Gonseth, racconto visivo cupo e atmosferico; Hi, Mom It’s Me Lou Lou di Atakan Yilmaz, esplorazione intima dell’identità; Io che non vivo di Cristina Pucinelli, tra memoria e trauma personale.

Accanto al cinema narrativo, il festival propone VideoArt Contest e animazione, sempre allo Studio Foce, con opere come Time Traces e Where is Berlin, confermando l’attenzione verso linguaggi ibridi e sperimentali.

Eventi speciali e premiazioni

Tra gli eventi speciali, spicca il documentario La naturalità del costruire, tra passato e futuro. Pietro Boschetti, architetto malcantonese di Drago Stevanovic, presentato tra Novaggio e Villa Saroli. Il festival coinvolge anche il Centro sociale Bethlehem, dove viene proposta una proiezione partecipativa scelta dagli utenti, e attività educative come il laboratorio creativo dell’associazione Atipico allo Studio Foce.

La chiusura è prevista al Lux Art House, con la cerimonia di premiazione seguita dal film Mr. Nobody Against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin, vincitore dell’Oscar 2026, che racconta la resistenza civile attraverso lo sguardo di un insegnante russo.

Il programma nel dettaglio è disponibile online.

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