L’arte percettiva di Felice Varini in mostra a Mendrisio

Nero giallo blu e rosso per l’ellisse e il cerchio, Mendrisio, 2026. Pittura acrilica e pellicola vinilica. ©Felice Varini 2026, ProLitteris, Zurich – Foto: Mattia Mognetti
Il Museo d’arte Mendrisio, fino all’11 ottobre 2026, ospita una grande mostra monografica dedicata a Felice Varini. Si tratta della prima esposizione di così ampio respiro mai realizzata in Svizzera e nell’area culturale italofona sull’artista nato a Locarno nel 1952 e da decenni protagonista della scena internazionale.
Celebre per le sue installazioni pittoriche e spaziali, Varini ha costruito una ricerca incentrata sulla percezione e sul rapporto tra immagine, architettura e movimento dello spettatore. Le sue opere, riconoscibili per l’uso di forme geometriche essenziali e colori puri, si rivelano compiutamente solo da un preciso punto di osservazione; spostandosi nello spazio, l’immagine si frammenta, si dissolve e si ricompone, trasformando la visione in un’esperienza fisica e dinamica.

Spirale gialla, Mendrisio, 2026 (dettaglio). Pittura acrilica e pellicola vinilica. ©Felice Varini 2026, ProLitteris, Zurich – Foto: Mattia Mognetti
L’esposizione al museo mendrisiense assume la forma di un intervento totale che coinvolge ogni ambiente dell’antico Complesso di San Giovanni. Dal chiostro quattrocentesco fino alle sale interne, il percorso è concepito come un’esperienza immersiva nella quale ogni spazio ospita un’opera ideata in relazione diretta alle caratteristiche architettoniche dell’edificio. Pareti, pavimenti, soffitti, finestre e volumi preesistenti diventano parte integrante della composizione, in un continuo dialogo tra pittura e architettura.

Felice Varini durante l’allestimento della mostra al Museo d’arte Mendrisio. ©Foto: Chiara Tiraboschi
Attraverso opere storiche riattualizzate e nuovi interventi concepiti appositamente per Mendrisio, il pubblico potrà ripercorrere l’intera parabola artistica di Varini, dagli esordi alle ricerche più recenti. La mostra mette in evidenza la capacità dell’artista di ridefinire la percezione dello spazio attraverso un linguaggio rigoroso, fondato su cerchi, ellissi, linee e superfici geometriche che sembrano superare i limiti tradizionali della pittura.

Dischi vuoti e semivuoti nel rettangolo, Mendrisio, 2026 (dettaglio). Pittura acrilica e pellicola vinilica. ©Felice Varini 2026, ProLitteris, Zurich – Foto: Mattia Mognetti
Ad accompagnare il percorso espositivo sarà inoltre una ricca sezione documentaria con fotografie, materiali d’archivio, disegni preparatori e un documentario realizzato per l’occasione, strumenti utili per comprendere il metodo progettuale dell’artista e il processo di costruzione delle sue opere site-specific. Per l’occasione è stato inoltre realizzato un catalogo bilingue italiano/inglese pubblicato da Edizioni Casagrande, con testi di Barbara Paltenghi Malacrida, Paolo Bolpagni e Gianni Biondillo e una vasta campagna fotografica dedicata alle opere allestite negli spazi del museo. Accanto alla mostra, il museo proporrà anche un programma di eventi collaterali e attività di mediazione culturale. Tra questi, lo spettacolo teatrale Quattro linee rosse e una blu di Tommaso Giacopini con Massimiliano Zampetti, in programma il 19 e 20 settembre.

Veduta dell’allestimento della mostra di Felice Varini al Museo d’arte Mendrisio. ©Felice Varini 2026, ProLitteris, Zurich – Foto: Mattia Mognetti
La mostra, a cura di Barbara Paltenghi Malacrida, Felice Varini e Francesca Bernasconi, è visitabile nei seguenti orari: Ma–Ve 10–12 e 14–17 | Sa–Do e festivi 10–18. Le visite guidate aperte sono in programma nelle seguenti date: 24 maggio, 14 giugno, 19 luglio, 6 settembre, 4 ottobre, ore 15.00.