Agatha Christie scompare, il giallo resta
A Massagno una serata tra indizi, ironia e noir svizzero
La seconda serata di Tutti i colori del giallo ha trasformato il Cinema Lux di Massagno in una grande scena del crimine letteraria, dove mistero, ironia e memoria collettiva si sono intrecciati davanti a un pubblico partecipe ed emozionato.
Il cuore dell’incontro è stato dedicato agli undici giorni di scomparsa di Agatha Christie, avvenuti nel 1926 e mai realmente chiariti dalla stessa scrittrice. A indagare sul caso, guidati da Luca Crovi, sono stati tre ospiti d’eccezione: Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo e il criminologo ed ex dirigente della Polizia di Stato Silio Bozzi. Una presenza di altissimo livello che ha dato alla serata il sapore di un incontro irripetibile tra alcuni dei più importanti narratori italiani del noir contemporaneo.

Da sin.: Luca Crovi, Silio Bozzi, Giancarlo De Cataldo e Carlo Lucarelli (Foto: Sabrina Montiglia)
Per molti spettatori, vedere sul palco insieme Lucarelli e De Cataldo ha significato ritrovare due autori che hanno segnato intere generazioni di lettori. Le loro opere non hanno soltanto raccontato delitti e indagini, ma hanno saputo trasformare la storia italiana, le sue ombre e le sue contraddizioni, in letteratura di altissimo livello. Dai romanzi di Lucarelli ambientati in una Bologna inquieta e riconoscibile fino al mondo criminale e politico di Romanzo Criminale, i loro libri hanno accompagnato anche percorsi universitari e personali, diventando molto più di semplice narrativa di genere. Ed è proprio questa una delle forze del festival di Massagno: rendere possibile l’incontro diretto con gli autori che per anni abbiamo letto, studiato e immaginato soltanto sulle pagine.
La presenza di Carlo Lucarelli, accolta con particolare entusiasmo dal pubblico, ha dato alla serata un valore ancora più speciale. Lo scrittore emiliano — protagonista assoluto della narrativa crime italiana — ha riportato al centro quella capacità unica del noir di raccontare la realtà italiana attraverso il mistero e l’indagine morale.

Lo scrittore Carlo Lucarelli (Foto: Sabrina Montiglio)
Sul palco, il confronto è stato brillante e continuamente in equilibrio tra analisi e spettacolo. Lucarelli ha raccontato il suo rapporto con Agatha Christie come una doppia scoperta: prima la maestra dei meccanismi narrativi, poi l’autrice capace di mettere in scena tensioni sociali e morali dietro l’apparente ordine del giallo classico. De Cataldo ha invece sottolineato la profondità psicologica della scrittrice inglese, il suo sguardo disilluso sull’animo umano e soprattutto sulle figure femminili ferite. Bozzi, da investigatore scientifico, ha proposto infine una lettura quasi processuale della scomparsa di Christie, ipotizzando che la scrittrice avesse orchestrato la propria sparizione come vendetta contro il marito Archie.

Lo scrittore Giancarlo De Cataldo (Foto: Sabrina Montiglio)
Il tono della serata ha alternato momenti di riflessione ad altri di irresistibile comicità. Lucarelli, con i suoi tempi narrativi perfetti, ha trasformato persino una teoria sulla fuga di Agatha Christie in un racconto surreale e teatrale, dimostrando come il noir possa continuamente oscillare tra tragedia e ironia.
Nella seconda parte dell’incontro il festival ha cambiato atmosfera, spostandosi dai misteri inglesi ai paesaggi oscuri della Svizzera romanda con lo scrittore e magistrato Nicolas Feuz, intervistato dal giornalista Andrea Bertagni con la traduzione di Romana Agliati.

Lo scrittore e magistrato Nicolas Feuz, intervistato dal giornalista Andrea Bertagni con la traduzione di Romana Agliati (Foto: Sabrina Montiglio)
Feuz, procuratore pubblico del Cantone di Neuchâtel e autore di numerosi bestseller in lingua francese, ha raccontato il passaggio dalla magistratura alla narrativa noir, annunciando anche la scelta di lasciare il proprio incarico per dedicarsi completamente alla scrittura.
All’inizio misurato e quasi trattenuto, Feuz ha mostrato progressivamente una comunicatività sorprendente, la stessa che caratterizza i suoi romanzi. I suoi libri — a metà tra serie investigative e stand alone — riescono infatti a coinvolgere il lettore con una scrittura fortemente cinematografica, costruita su ritmo, tensione e realismo. Opere come Il filatelista e Le escluse mescolano precisione giudiziaria, dettagli investigativi e invenzioni narrative capaci di diventare immagini vivissime nella mente del lettore.

Lo scrittore e magistrato Nicolas Feuz (Foto: Sabrina Montiglia)
Lo scrittore svizzero ha spiegato come molte sue storie nascano direttamente dall’esperienza professionale maturata nei tribunali e nelle indagini. Eppure, ciò che colpisce nei suoi racconti non è soltanto il realismo, ma la capacità di trasformarlo in suspense narrativa pura. Nei suoi romanzi la realtà appare spesso così estrema da sembrare finzione, e proprio per questo diventa ancora più inquietante.

“Cena Hercule Poirot” curata dal Grotto Valletta presso la mensa delle scuole di Massagno (Foto: Sabrina Montiglio)
A chiudere la serata, come da tradizione del festival, è stato il lungo firma copie con gli autori, seguito dalla Cena Hercule Poirot curata dal Grotto Valletta presso la mensa delle scuole di Massagno. Un finale conviviale perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione: non soltanto incontri letterari, ma occasioni autentiche di vicinanza tra scrittori e lettori, dove il noir continua anche fuori dal palco, tra conversazioni, dediche e tavole condivise.
Le Libraie de Il Rifugio Letterario
Lidia e Maria