
Il tema della breve rassegna Schegge 2026 (Teatro delle Radici), due appuntamenti, nasce come riflessione condotta da Cristina Castrillo, che dirige la compagnia organizzatrice, a fronte di un mondo e di eventi sempre più caotici e violenti, difficili da spiegare e da affrontare. Cosa può fare l’artista? Qual è il suo “come”, piuttosto che il contenuto in sé? Raccontare la realtà vuol essere anche l’occasione di incontro tra persone che provengono e lavorano in campi creativi differenti. Così, domenica 31, gli ospiti erano un teatrante, un poeta e un pittore, ciascuno con le domande e i metodi che gli sono propri.
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