Teatro

“Prima Facie” e “In statu nascendi” in scena a Territori 2026

La serata di mercoledì 3 giugno di Territori 2026 propone due lavori molto diversi tra loro, accomunati da una riflessione profonda sul cambiamento, sulla fragilità delle certezze e sulla necessità di attraversare una trasformazione.

Alle 19.00 il Teatro Sociale Bellinzona ospita Prima Facie, il celebre testo della drammaturga australiana Suzie Miller, tradotto in oltre venti lingue e portato in scena in quasi cinquanta Paesi. Protagonista è Tessa, avvocata di successo che costruisce la propria carriera difendendo e sostenendo il funzionamento del sistema giudiziario. Quando però un evento sconvolgente la coinvolge personalmente, le sue convinzioni iniziano a vacillare e il concetto stesso di giustizia si rivela più complesso e contraddittorio di quanto avesse sempre creduto.

La Compagnia Finzi Pasca affronta questo testo di forte impatto civile attraverso la propria cifra poetica, riconoscibile per la capacità di coniugare intensità emotiva e dimensione immaginifica. Nella messa in scena diretta da Daniele Finzi Pasca, con Melissa Vettore e Gerardo Gouveia, il racconto di una vicenda individuale diventa occasione per interrogarsi sul rapporto tra verità, diritto ed esperienza vissuta, in uno spettacolo che tocca questioni particolarmente urgenti nel dibattito contemporaneo. Alle 18.00, presso il Centro Festival, Daniele Finzi Pasca introdurrà il pubblico allo spettacolo.

Per la recensione di Prima Facie, a cura di Manuela Camponovo, v. Per non fermarsi alla prima impressione.

La serata prosegue alle 22.00 all’Officina Nephos con In Statu Nascendi, presentazione di una tappa di lavoro firmata e interpretata da Fanny Déglise e Luna Scolari. Il progetto nasce da una ricerca sulla figura della ninfa, presenza archetipica che attraversa secoli, culture e immaginari, sospesa tra apparizione e scomparsa, immobilità e movimento.

In scena, le ninfe diventano corpi attraversati dal tempo e dalla metamorfosi. Ciò che sembra immobile si rivela in continuo mutamento; ciò che appare eterno viene improvvisamente investito dall’accelerazione della storia e dalla necessità di trasformarsi. Attraverso un linguaggio essenziale e fortemente fisico, In Statu Nascendi costruisce uno spazio di percezioni e suggestioni in cui il cambiamento non è mai compiuto, ma sempre in atto. Una riflessione silenziosa e potente sul presente, sulla sua instabilità e sulle forme che stanno emergendo sotto i nostri occhi.

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