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Storia del vino francese al Musée du Vin nelle gallerie di Parigi

Già entrando nel Musée du Vin si ha la sensazione di lasciare alle spalle la Parigi contemporanea per immergersi in una molto più antica. Nel cuore del XVI arrondissement, il museo occupa un complesso di gallerie sotterranee che custodiscono una storia lunga secoli. Le volte in pietra che oggi accolgono visitatori erano un tempo i grandi cellieri del convento dell’Ordine dei Minimi di Passy. Tra il XVI e il XVIII secolo i monaci utilizzavano questi spazi per conservare il vino dei vigneti che circondavano il convento. Abbandonate durante la Rivoluzione francese, le gallerie sopravvissero alle trasformazioni cittadine e ritrovarono una nuova funzione nel Novecento. Negli anni Cinquanta divennero depositi per le bottiglie destinate al ristorante della Torre Eiffel. Successivamente vennero trasformate in un museo dedicato alla cultura del vino. L’edificio ospita dal 1984 il Musée du Vin.

La visita si sviluppa attraverso un sistema di corridoi e sale che conservano un’atmosfera autentica. Il Musée du Vin mantiene il carattere raccolto e familiare di un luogo nato dalla passione di chi ha voluto preservare la memoria della cultura vitivinicola francese. Le collezioni comprendono oltre 2mila oggetti legati alla produzione, alla conservazione e al consumo del vino. Tra gli oggetti esposti si trovano antiche presse, botti, attrezzi agricoli utilizzati nei vigneti, strumenti per la vinificazione, bicchieri storici, servizi da tavola e manufatti che raccontano il rapporto tra il vino e la società francese nel corso dei secoli. Il percorso alterna esposizioni tradizionali a ricostruzioni scenografiche con figure di cera che rappresentano i diversi mestieri legati al vino. L’insieme possiede un fascino un po’ rétro, ma tale dimensione contribuisce a rendere l’esperienza coinvolgente.

Il visitatore scopre così il lavoro dei viticoltori, dei bottai, dei commercianti e di tutte quelle figure che hanno contribuito alla costruzione della reputazione internazionale dei vini francesi. Le sezioni dedicate alla tonnellerie – l’arte della costruzione delle botti – mostrano come la qualità del legno e le tecniche di lavorazione abbiano avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’enologia. Altre sale illustrano invece i processi di vinificazione, dalla raccolta dell’uva alla fermentazione, fino alla conservazione e alla degustazione. Particolare attenzione è dedicata anche ai rituali sociali del vino, agli strumenti utilizzati durante i banchetti e alle tradizioni gastronomiche sviluppate attorno ad esso. Il Musée du Vin riesce così a trasformare un argomento apparentemente specialistico in un racconto accessibile sia agli appassionati sia ai visitatori meno esperti.

Negli ultimi anni il museo ha conosciuto una significativa fase di rinnovamento. Nel 2023 una nuova generazione di imprenditori ha assunto la gestione del complesso avviando un ampio programma di lavori e modernizzazione. L’obiettivo non era trasformare radicalmente il luogo, ma valorizzarne il carattere storico rendendolo più attrattivo per il pubblico contemporaneo. Oltre alle esposizioni permanenti, il Musée du Vin propone un ricco programma di attività. I corsi di degustazione sono una delle iniziative più richieste. Organizzati all’interno delle gallerie, permettono ai partecipanti di avvicinarsi al mondo del vino attraverso percorsi guidati che affrontano aspetti sensoriali, tecnici e culturali. Le degustazioni sono pensate sia per i principianti sia per gli appassionati più esperti. E contribuiscono a rendere il museo un luogo partecipato. Accanto a queste attività vengono organizzati eventi tematici, incontri con produttori, presentazioni e iniziative dedicate alla scoperta dei terroir francesi.

Amedeo Gasparini

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