Primo agosto: ricordare il passato per impegnarsi verso il futuro

I tre Confederati di James Vibert nell’atrio di Palazzo federale a Berna (Foto: A. Sobek-Pescia)
Il Primo agosto è un giorno che invita a guardare al passato. Ricordiamo le origini del nostro Paese e le donne e gli uomini che, generazione dopo generazione, hanno costruito la Svizzera di oggi.
Ma il Primo agosto non dovrebbe essere soltanto una celebrazione della nostra storia. Dovrebbe essere anche un impegno verso il futuro. Qual è il patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli e ai nostri nipoti? Che cosa significa, oggi, essere all’altezza dell’eredità che abbiamo ricevuto?
La Svizzera continua a godere di una situazione che molti Paesi ci invidiano. È una nazione stabile, sicura e libera. Nulla di tutto questo è nato per caso. È il frutto del lavoro, dei sacrifici e della responsabilità di chi ci ha preceduti.
Penso alle generazioni che hanno conosciuto un Ticino molto diverso da quello di oggi. Un Cantone meno ricco, dal quale molti erano costretti a emigrare. Eppure, con fatica, spirito di iniziativa e fiducia nel futuro, hanno costruito una società più prospera e più sicura. A loro dobbiamo molto più di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.
Oggi, però, non possiamo limitarci a vivere di rendita. Le sfide sono cambiate. Molte famiglie guardano con preoccupazione all’aumento del costo della vita, ai premi di cassa malati che continuano a crescere e alla difficoltà di costruire il proprio futuro. Molti giovani hanno la sensazione che il loro percorso sarà più difficile di quello dei loro genitori.
Accanto alle difficoltà economiche cresce anche un’al-tra inquietudine: la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È un patrimonio fragile. Quando si incrina, si indebolisce uno dei pilastri della nostra convivenza.
È proprio in momenti come questi che vale la pena ricordare ciò che ha reso forte la Svizzera: la capacità di vivere insieme rispettando le differenze, la democrazia diretta, il senso di responsabilità dei cittadini, il rispetto delle minoranze, la convinzione che la libertà comporti anche doveri.
La nostra storia ci ricorda che non è la prima volta che affrontiamo momenti difficili. Ci sono stati periodi ben più drammatici, crisi economiche profonde, tensioni sociali, guerre alle nostre frontiere. Eppure la Svizzera ha saputo attraversarli senza perdere se stessa, proprio perché ha continuato a credere nei valori che l’avevano fatta nascere.
Per questo guardo al futuro con fiducia. Non perché tutto andrà bene da solo, ma perché credo nella capacità delle persone di assumersi le proprie responsabilità. Nessun Paese resta libero, prospero e democratico per inerzia. Ogni generazione è chiamata a fare la propria parte.
Forse è proprio questo il significato più autentico del Primo agosto. Ricordarci che la Svizzera non è soltanto l’eredità che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduti. È anche la responsabilità che abbiamo verso chi verrà dopo di noi.
Amalia Mirante