Eventi

Presentata la stagione 2026-2027 del Cinema Teatro di Chiasso

Cinema Teatro Chiasso - Foto serale

Una sessantina di appuntamenti tra prosa, musica, danza e cinema compongono la Stagione teatrale 2026-2027 del Cinema Teatro di Chiasso, la prima interamente firmata dal nuovo direttore Jurij Meile. Nell’anno in cui il teatro celebra i 25 anni dalla riapertura e il suo ingresso nell’Unione dei Teatri svizzeri, il cartellone assume come filo conduttore la gioia, tema scelto dal Centro Culturale Chiasso per l’intera stagione. L’obiettivo è fare del teatro un luogo aperto e accogliente, capace di creare occasioni d’incontro e di mettere in dialogo produzioni internazionali, svizzere e del territorio.

La principale novità è una programmazione costruita attraverso rassegne e percorsi tematici, affiancati da spettacoli fuori rassegna. Torna inoltre la formula degli “A tu per tu”, incontri che permettono al pubblico di conoscere i protagonisti al di fuori del palcoscenico. Confermati anche Chiasso Jazz, Festate e le iniziative destinate alle nuove generazioni.

Tra gli spettacoli fuori rassegna spicca Io sono perfetto, scritto e interpretato da Paolo Ruffini insieme a quattro interpreti con sindrome di Down. Neri Marcorè, con la regia di Giorgio Gallione, rende invece omaggio a Giorgio Gaber in Mi fa male il mondo, viaggio tra teatro e canzone. Di forte impatto visivo si annuncia Dance of the sun della Geneva Camerata, concerto sinfonico nel quale i musicisti suonano a memoria e contemporaneamente danzano.

La comicità senza parole, la poesia e la fisicità scenica caratterizzano gardiZERO, nuova sfida di Gardi Hutter. Il teatro civile trova invece spazio in Erano tutti miei figli di Arthur Miller, messo in scena da Elio De Capitani, che affronta il rapporto tra generazioni e la responsabilità individuale di fronte alla storia. Sette a Tebe, con drammaturgia e regia di Gabriele Vacis, parte dalla tragedia di Eschilo per interrogarsi sulla guerra attraverso un confronto con il presente. Dal territorio arriva Gabarè, con Flavio Sala nei panni di Roberto Bussenghi, mentre La rivolta della gioia di Cristian Cerasoli e Silvia Gallerano racconta la ribellione gioiosa dei bambini contro lo squallore della guerra.

La rassegna Cuori liberi cuori felici riunisce tre storie di donne impegnate ad affermare la propria libertà rispetto a ruoli e convenzioni. Il diario di Irene Bernasconi recupera la vicenda di una figura importante della storia di Chiasso, che nel 1915 partì per l’Agro romano per fondarvi una “Casa dei bambini”. In Princesa, Vladimir Luxuria porta in scena la storia di Fernanda Faria De Albuquerque, affrontando identità, ferite e desiderio di riconoscimento. La donna si cura di Julia Haenni ripercorre invece la storia dello sguardo patriarcale e della medicina occidentale sul corpo femminile.

Memoria industriale e trasformazioni sociali sono al centro di Entusiasmo d’acciaio. Monteforno di Sara Rossi Guidicelli recupera una pagina fondamentale della storia del territorio; Mare di ruggine affronta memoria collettiva e identità operaia, mentre ILVA Football Club racconta una vicenda di resistenza popolare. Con Tap Factory, infine, il mondo della fabbrica viene reinventato attraverso ritmo, movimento e gioco. Il percorso è completato da una conferenza di Christian Marazzi sulle trasformazioni dall’industria al digitale e all’intelligenza artificiale.

Un altro importante percorso è I have a dream!, dedicato a democrazia, libertà e responsabilità civile. Matteotti, scritto da Stefano Massini e interpretato da Ottavia Piccolo, ricostruisce la figura del politico che comprese precocemente la gravità dell’affermazione fascista. Fabbrico racconta lotte sociali, antifascismo ed esperienze comunitarie di un piccolo borgo emiliano, mentre Re Lear è morto a Mosca conduce nella repressione culturale dell’Unione Sovietica del 1948. Sabrina Guzzanti, con Liberidì Liberidà, porta invece la satira nel presente, affrontando anche le contraddizioni dello sviluppo tecnologico. Completa il percorso una conferenza di Paolo Berizzi.

La musica occupa un posto centrale nella stagione. Viva Verdi! propone un itinerario tra cinema, concerto, convivialità e canto corale che culmina nella trasmissione in diretta dalla Scala di Milano dell’Otello di Giuseppe Verdi. Il percorso coinvolge, tra gli altri, Maria Elena Pepi, Andrea Bianchetti e il Quartetto Itaca. Con Viva la Banda! saranno invece celebrati i duecento anni della Musica Cittadina di Chiasso, anche attraverso un concerto della Swiss Armed Forces Brass Band.

Particolarmente articolato è Ludwig200, dedicato al bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven. Concerti e teatro mostrano aspetti meno conosciuti del compositore: Duilio Galfetti e Diego Fasolis ne esplorano il repertorio per mandolino e fortepiano, mentre Milo Ferrazzini e Benjamin Engeli ne presentano il versante più intimo. In Beethoven. Il silenzio e la luce, coprodotto dal Cinema Teatro, la voce di Laura Morante e il pianoforte di Aurelio Canonici entrano nelle “stanze segrete” del destino del musicista. Il percorso comprende persino una cena viennese, Im Heurigen – a cena con Beethoven.

Il rapporto fra musica e teatro prosegue con E silenziosamente gioivo, rassegna incentrata sul mito di Mozart e Salieri. Il celebre Amadeus, prodotto dal Teatro dell’Elfo con la regia di Ferdinando Bruni, è affiancato dal concerto Mozart e Salieri dei Barocchisti diretti da Diego Fasolis, con Duilio Galfetti al violino.

Con Chiasso Punto Franco il teatro diventa infine luogo di sperimentazione e incontro tra linguaggi. Köszeg di Ledwina Costantini e Daniele Bernardi, ispirato a Il grande quaderno di Ágota Kristóf, mette in relazione un racconto duro con l’attualità; Minotauro di Margherita Saltamacchia e Marzio Picchetti, ispirato all’omonima ballata di Friedrich Dürrenmatt, trasforma la creatura mitologica in simbolo della fragilità e della ricerca di sé. Chiude il percorso Io sono Nijinski di Daniele Bernardi, liberamente tratto dai diari del grande danzatore dei Balletti Russi.

Sito del Cinema Teatro Chiasso

 

In cima