Riflessione

Quale neutralità nel nuovo disordine mondiale?

Berna - Palazzo federale.

Neutralità: un tema importante, per il posto che tiene nella nostra narrazione identitaria. Una bussola politica tutta da interpretare, perché soggetta a molte interferenze magnetiche. Non certo un talismano a protezione della nostra cara Elvezia.

Guardandosi intorno in vista della votazione del 27 settembre ci si può chiedere, dapprima, chi e quanti siano per la guerra tanto da dover tappezzare ogni spazio inserzionistico con lo slogan “NO alla guerra, SÌ all’iniziativa”; inchiodando nella Costituzione una definizione di neutralità e strette modalità d’applicazione in apparente sintonia con il nostro DNA. Poi, ascoltando qualche pezzo di discorso colto qua e là possiamo accorgerci di quanta confusione possa esserci in merito: dalla neutralità per lavarsene le mani, alla neutralità come ingenua bandiera per crociate di ogni colore. E tra chi si è dato la pena di approfondire, abbiamo sentito un preoccupante “meglio astenersi”.

Occorre vedere la nostra sacrosanta neutralità per quello che è: un continuo e non facile riposizionare la bussola politica in un campo di forze e di tensioni interne ed esterne.

Sfogliamo allora l’agile volume di sintesi di Marco Jorio, lo storico che per una ventina d’anni ha diretto l’enciclopedico Dizionario storico della Svizzera. Tutto sembra prendere un’altra piega: già l’indice dei nove capitoli parla da solo: (1) La Svizzera non ha inventato la neutralità. (2) La scoperta della neutralità permanente (1618-1714). (3) La Svizzera gode della propria neutralità. (4) La Svizzera perde la neutralità e la recupera (1798-1815). (5) Il riposizionamento della Svizzera neutrale (1815-1914). (6) Fra neutralità differenziata e neutralità integrale (1914-1939). (7) La Svizzera ha mantenuto più o meno la sua neutralità (1939-1945). (8) La Svizzera esagera con la propria neutralità (1945-2002). (9) La neutralità nell’epoca dell’incertezza (2002-2026).

E ora bisognerebbe aggiungere un decimo capitolo: La neutralità svizzera nel disordine mondiale. Chi è pronto a scriverlo, alzi la mano!

Mentre lo storico si ferma, Consiglio federale e Parlamento propongono di non lasciarsi ammaliare dalla neutralità talismano da ingessare nella Costituzione. Sin dalla Costituzione del 1848, il principio della neutralità è inteso (art. 173 e 185) come mezzo (e non come obiettivo) per poter calibrare – tra gli altri strumenti – la nostra politica militare e di sicurezza nelle diverse e spesso imponderabili circostanze. Cosa che ci ha permesso per 180 anni, sia pur in modo imperfetto, di sentirci svizzeri in un mondo in continuo mutamento. Ora, nel disordine e nell’imperare di nuovi attori e rapporti geopolitici di forza, la sfida si fa ancora più ardua. All’interno, per le tendenze, illusorie, all’introversione; all’esterno, poiché facciamo riferimento a un diritto internazionale sempre più disatteso dai potenti.

Remigio Ratti

Presentazione pubblica su www.coscienzasvizzera.ch/Video

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