Premio Möbius 2026, la mente contesa nell’era digitale

“La mente contesa” è il titolo scelto per la trentesima edizione del Premio Möbius Lugano, in programma dall’1 al 3 ottobre tra il Liceo di Lugano 1, la Biblioteca cantonale e l’Aula magna dell’Università della Svizzera italiana. Il tema ruota attorno al rapporto fra autonomia personale e tecnologie digitali, in un contesto in cui informazione, memoria, linguaggio e attenzione passano sempre più attraverso infrastrutture e piattaforme capaci di selezionare contenuti, orientare l’accesso alla conoscenza e raccogliere dati sulle abitudini degli utenti.
Il programma non si limita a una lettura allarmistica della trasformazione digitale. Accanto ai rischi legati alla manipolazione algoritmica, alla concentrazione del potere e alla disinformazione, il Möbius propone un confronto con esperienze e modelli alternativi, dall’intelligenza artificiale aperta alle piattaforme partecipative. Centrale sarà anche il tema della sovranità digitale, intesa non soltanto come controllo di dati e infrastrutture, ma come possibilità per individui e società di mantenere margini di autonomia nel rapporto con la tecnologia.
Il prologo di giovedì 1° ottobre si apre al Liceo di Lugano 1 con il MöbiusLab Giovani, che vedrà Bruno Giussani confrontarsi con due classi di quarta liceo sul rapporto tra giovani, algoritmi e intelligenza artificiale. Alle 18, alla Biblioteca cantonale di Lugano, sarà invece Walter Siti ad aprire il programma pubblico con una riflessione sulla Generazione Z, a partire dal suo libro La fuga immobile. Lo strano caso della Generazione Z.

La giornata di venerdì 2 ottobre, nell’Aula magna dell’USI, sarà dedicata in particolare al rapporto tra persone e media digitali. Eleonora Benecchi, Petra Mazzoni e Christian Biasco proporranno un confronto tra convinzioni diffuse e dati sulla vita digitale di giovani e over 65, attraverso quattro prospettive legate a videogiochi, social, tempo digitale e intelligenza artificiale.
Luca De Biase discuterà la necessità di una nuova “ecologia dei media”, mentre Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, si concentrerà sul futuro dei contenuti autorevoli in un panorama nel quale l’intelligenza artificiale interviene sempre più spesso tra il pubblico e le fonti. Alberto Acerbi affronterà invece il tema del “tecnopanico” associato alla disinformazione.
Una delle novità dell’edizione sarà CTRL+Cinema, esposizione curata da ESoCoP e visitabile venerdì 2 e sabato 3 ottobre nell’atrio dell’Aula magna dell’USI. Computer, oggetti tecnologici e riferimenti cinematografici compongono un percorso dedicato a come il cinema e la cultura popolare hanno immaginato il futuro digitale e a come quelle previsioni siano state successivamente tradotte dalla tecnologia. L’ingresso è gratuito.

Sabato 3 ottobre si aprirà con il Grand Prix Möbius Suisse 2026, dedicato quest’anno al rapporto fra digitale e medicina. Saranno presentati sei progetti sviluppati in Svizzera nei campi della prevenzione, della diagnosi e della cura: MethyIX, TissueLabs, InVirtuoLabs, InkVivo, AIceberg e CC Cardio.
La giornata proseguirà con un confronto sulle possibili alternative ai grandi social network e con un bilancio sui primi quattro anni del Plan ₿ di Lugano, affidato a Edoardo Beretta. Saranno inoltre assegnati il Premio speciale per la creatività emergente e l’arte digitale ad Andreas Gysin e Sidi Vanetti e il Grand Prix Möbius 2026 per l’intelligenza artificiale al servizio della società a Walter Quattrociocchi, le cui ricerche riguardano la diffusione delle informazioni online, le echo chambers, la disinformazione e la polarizzazione.
Nel pomeriggio Bruno Giussani, in dialogo con Ivano Dandrea e Alessio Petralli, parlerà di manipolazione nell’era dell’intelligenza artificiale, mentre Maria Grazia Giuffreda e Gino Roncaglia, introdotti da Andrea Emilio Rizzoli, discuteranno di Apertus, il modello di IA aperto sviluppato da ETH Zurigo, EPFL e CSCS, e delle prospettive di un’intelligenza artificiale meno dipendente dai grandi operatori privati.
A chiudere la manifestazione sarà il confronto sul quantum computing tra Derrick de Kerckhove, Emanuele Carpanzano e Alessandro Curioni, moderato da Angelo Consoli. L’incontro metterà a confronto lo stato attuale della ricerca e le possibili conseguenze dell’informatica quantistica sull’intelligenza artificiale, sulla conoscenza e sulla società, distinguendo le applicazioni già possibili dalle prospettive ancora da verificare.