“Monteforno”, l’epopea industriale ticinese a teatro

Foto: Luca Del Pia
La storia della Monteforno, l’acciaieria di Bodio che per decenni ha rappresentato un importante motore economico e sociale per la Leventina e per il Ticino, torna in scena con Monteforno. Narrazione corale di un’epopea industriale e sociale, spettacolo scritto da Sara Rossi Guidicelli e prodotto dal Teatro Sociale di Bellinzona. La produzione – recensita per noi da Giorgio Thoeni – inaugurerà la nuova stagione del Teatro di Locarno, mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre alle 20.30, per poi approdare Cinema Teatro di Chiasso, sabato 7 novembre alle 20.30, all’interno della rassegna Entusiasmo d’acciaio.
Con la regia di Laura Curino, lo spettacolo ripercorre la parabola dell’acciaieria, dalle prospettive di sviluppo e benessere legate alla sua attività fino alla crisi e al declino, che hanno lasciato conseguenze profonde sui lavoratori e sul territorio. Attraverso una narrazione corale, la vicenda della fabbrica diventa così il punto di partenza per interrogarsi sul rapporto tra industria, identità collettiva e trasformazioni economiche e sociali. Il progetto teatrale nasce dalla ricerca condotta da Rossi Guidicelli per il volume Quaderno della Monteforno. Un racconto di fabbrica, pubblicato dall’Istituto editoriale ticinese nel 2024, e si inserisce nel più ampio lavoro di ricostruzione della memoria industriale ticinese. In scena, accanto al narratore Matteo Carassini e alla cantante Raissa Avilés, si esibiscono Eva Consoli, Haylen Da Silva, Azra Djuric, Ofelia Helbling e Vanessa Zurini, con la partecipazione del Coro SCAM Leventina diretto da Andrea Cupia. La rappresentazione dura un’ora e venti minuti, senza intervallo.
A Chiasso, lo spettacolo, in programma il 7 novembre, sarà preceduto alle 19.00 da un incontro con l’autrice, occasione per approfondire la genesi del lavoro e la ricerca sulla storia della Monteforno. L’appuntamento si inserisce in Entusiasmo d’acciaio, rassegna che il Cinema Teatro dedica all’eredità della siderurgia attraverso teatro, cinema e danza, mettendo in relazione lo sviluppo industriale con le sue ricadute sociali e culturali.
Il programma si aprirà giovedì 5 novembre, alle 20.30, con la conferenza Trasformazioni. Dall’industria al digitale dell’economista e politologo Christian Marazzi, accompagnata al pianoforte da Gabriele Rizzo, che eseguirà la Toccata op. 11 di Prokof’ev nel preludio e nel postludio.
Dopo Monteforno, mercoledì 18 novembre sarà proposto Mare di ruggine. La favola dell’ILVA 2.0, scritto e diretto da Antimo Casertano, che affronta la memoria operaia, le lotte sindacali e le ferite della deindustrializzazione. Giovedì 26 novembre, ILVA Football Club, di Usine Baug e dei Fratelli Maniglio, racconterà invece, tra ironia ed emozione, la vicenda di una squadra di calcio legata alla storia dell’Ilva. Entrambi gli spettacoli saranno preceduti da un incontro con gli artisti.
Venerdì 27 novembre la rassegna si sposterà sul grande schermo con Entusiasmo. La Sinfonia del Donbass, film del 1931 di Dziga Vertov e tra i primi esperimenti significativi del cinema sonoro, dedicato alle trasformazioni industriali della regione ucraina del Donbass. La conclusione è prevista per venerdì 12 febbraio 2027 con Tap Factory, spettacolo ideato da Vincent Pausanias che combina tip tap, hip hop, percussioni dal vivo, acrobazie e comicità, richiamando anche l’immaginario industriale di Tempi moderni di Charlie Chaplin.