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Se spegniamo il desiderio e le passioni nei giovani…

Ma non è mai il primo mattino del mondo. Si tende sempre a mettere in contrapposizione un’epoca con la precedente e rimpianto del passato rispetto alla confusione dell’oggi. E se confrontiamo il cambiamento tra fine Novecento e questo primo quarto di secolo, ad esempio per il pianeta giovani…

Giovani che si interrogano di fronte al futuro (Immagine IA)

Giovani che si interrogano di fronte al futuro

Si fugge sempre da qualcosa, prima dalla civiltà contadina, stufi di lavorare da stelle a stelle, come ci ha splendidamente affrescato la storica Chiara Frugoni, riferendosi a Solto Collina. Poi si è data una spallata di sospirato addio al Novecento con tutto quello che il secolo cosiddetto breve sembrava lasciarci in eredità. Attrazione (fatale) per il nuovo secolo e insieme il nuovo millennio con tutte le finestre che andavano a spalancarsi sul futuro. Con intervallo rapido abbiamo visto e stiamo vedendo cosa esce dalle dispense di questo tempo idolatra della tecnologia, fatta assurgere a religione sostitutiva di quella tradizionale. “”La religione si interessa della salvezza dell’anima nei cieli e la tecnologia della conservazione dei dati nel cloud”, copyright di Chiara Valerio. E da quasi 5 anni ormai ci troviamo confrontati – quelli nati dalla seconda metà degli anni 90 – con una “operazione speciale”, altro sinonimo di guerra e invasione, alle porte di casa, realtà purtroppo molto diffusa in altri continenti, anche in prossimità del nostro.

Chiara Frugoni, Chiara Valerio, Giorgio Bocca

Da siin.: Chiara Frugoni, Chiara Valerio, Giorgio Bocca

Veniamo all’adesso. Dopo internet, che Giorgio Bocca, penna non sempre tenera nelle sue radiografie quotidiane e storiche, già considerava una sorta di “dio senza controllo, capace di appioppare chissà quali sciagure ai deboli del mondo”, divinità altra sull’altare è l’Intelligenza Artificiale. Dove stiamo andando con questo vascello senza cartografia accertata nei vantaggi e nelle sconfitte?

Studenti francesi in protesta davanti alla loro scuola

Studenti francesi in protesta davanti alla loro scuola

I giovani, come sempre si trovano nel mulinello delle correnti o, volendo, nell’occhio del ciclone. Guido Ceronetti, respirando la qualità della vita, retoricamente sarcastico nelle sue “lanterne rosse” diagnosticava quali inevitabili sbocchi l’ingurgitamento di misture avvelenate, raduni di delirio acustico, la moda di sport stuprativi, ecc.

Guido Ceronetti, Sabino Acquaviva, Zygmund Bauman

Da sin.: Guido Ceronetti, Sabino Acquaviva, Zygmund Bauman

Un sociologo, Sabino Acquaviva, che dal suo lungimirante osservatorio mandava avvisi ai naviganti, in coda al 900 rilevava ciò che poi è diventato di evidenza sofferta: da una parte la crisi palese della cultura tradizionale e del sistema dei valori acquisiti e dall’altra l’approdo delle generazioni in arrivo nei “mercati della vita”, li chiamava proprio così, facili prede di droghe, disturbi alimentari, fragilità in espansione e altri strumenti di distruzione. Sono arrivati presto rispetto alle sue lucide analisi, i social, FB, WA, e piattaforme varie di comunicazione istantanea e globale. Mai così collegati e mai così soli (condizione generalizzata). Il tutto con difese abbassate, valori più deboli e dunque maggiore vulnerabilità della fascia adolescenziale. Siamo alla “società liquida” di Zygmund Bauman, ondeggianti e spesso impreparati a gestire spinte in un avanti indefinito e a porre frecce segnaletiche sicure. I navigatori hanno preso il posto delle bussole, si viaggia, ma spesso senza avere una destinazione. L’esplosione della protesta, sfociata in devastazioni e saccheggi in Francia, Italia, Albania ha fatto partire la puntuale valanga di interrogativi che riguardano tutti, famiglia, scuola, politica, cultura, comunicazione, mondi vari con psicologi e psicoterapeuti in testa e vasta gamma di possibili terminal, anche diametralmente opposti. Accertata la carenza, se non l’assenza, alla base, di formazione collateralmente alla bulimia di informazione.

Disordini a Milano - nel riquadro Paolo Crepet

Disordini a Milano. Nel riquadro Paolo Crepet

Forse nel tessuto comunitario sfilacciato del giorno d’oggi è il caso di riflettere su alcune dritte di Paolo Crepet, il quale non esita a parlare della pedofobia che abbiamo raggiunto, cioè l’odio per i giovani. “Noi diamo tutto – dice lo psichiatra, sociologo e saggista – e quando dai tutto, finisci per spegnere il desiderio e quando non c’è il desiderio, come te le inventi le passioni? E se non hai il desiderio e nemmeno le passioni, come puoi avere un progetto di vita?”. Lasciamo l’interrogativo aperto alle risposte che un serio senso di responsabilità esige.

Giuseppe Zois

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