Per quasi mezzo secolo si è prodigato con passione e competenza nel vasto campo della mobilità motorizzata e, in parallelo, della “strada amica” con corsi e iniziative di informazione e sensibilizzazione.

Renato Gazzola
Se c’era una persona popolare e conosciuta nel mondo della mobilità stradale del Ticino e oltre, questa era Renato Gazzola: si può ben dire di lui che è stato una figura storica del TCS, di cui è stato segretario sezionale e portavoce per la Svizzera italiana. È mancato a 80 anni, attivo e aggiornato a vasto raggio fino all’ultimo.
La sottolineatura che subito si impone per Renato è che alla consolidata competenza – un repertorio di esperienza incredibile – abbinava sempre una carica di disponibilità straripante. L’umanità, che si coglieva fin dal primo incontro, innescava quasi regolarmente l’avvio di una familiarità, soglia prossima dell’amicizia. Un po’ tutti i cronisti, di fatto per generazioni, si rivolgevano a lui per un’infinità di problemi, questioni, aspetti particolari che il settore dell’automotive e relativa lunga filiera è andato sollevando. Il campo dell’assistenza e del soccorso, che è compito primario del TCS, ha avuto con Gazzola un sacco di diramazioni, di collateralità che Renato sapeva affrontare, spiegare, far capire ai giornalisti per renderle poi accessibili ai lettori. Lui c’era, riusciva a dirimere le matasse più ingarbugliate e, all’occorrenza, si documentava per offrire subito il supporto di volta in volta necessario. Non so cosa non ha fatto, giorno e anche notte per essere di servizio, per risolvere ogni caso: e trasmetteva in contemporanea la sua tracimante carica di giovialità innata, di pronta apertura al colloquio, di convivialità. Percepibile e percepita la passione.

Incontro a Meride nell’estate 1991: da sinistra Renato Gazzola, Pierre Aubert con la moglie e Giuseppe Zois (Foto: Jo Locatelli)
Si è speso molto, in parallelo anche per la formazione dei quadri, attento e premuroso con il personale e con quanti arrivavano a Rivera per i controlli. Quanti incontri, a vasto raggio, molti a Scruengo, nel villaggio di vacanza del TCS, ma anche nelle scuole quando era richiesto. Una delle emanazioni nell’informazione e formazione fu la componente divulgativa: pronto a cogliere ogni opportunità e a fornire tutto ciò che poteva. Molto ha fatto perché la strada fosse e sia davvero di tutti; si spese molto, ad esempio per promuovere e diffondere il libro “La strada per amica”, realizzato proprio per iniziativa del TCS ticinese (Fondo prof. Rolando Fedele con il Fondo nazionale per la prevenzione degli incidenti nel 1992. L’anno precedente, a chi scrive era stato assegnato il “primo premio di tutte le categorie” al concorso indetto dal Touring Club Svizzero (era la prima volta che il riconoscimento veniva assegnato al Ticino, che aveva a Berna due altre figure di spicco nel presidente centrale Franco Felder e Ermanno Genasci in comitato, pure ampiamente benemeriti come promotori per sensibilità di causa nella sicurezza stradale). Uno dei momenti felici di Renato Gazzola, in tale contesto, fu quando riuscì a promuovere un incontro nell’estate del 1991 con l’allora Consigliere federale Pierre Aubert.
Nell’ora dell’addio, resta il rimpianto per un gentleman che s’è prodigato a oltranza, in molte forme, sempre con il tratto di una signorilità di modi mai formali con la compartecipazione attiva della moglie, Elisabetta e dei figli Claudia e Marco (che pure per anni è stato attivo nel TCS).
Giuseppe Zois