Al MUSEC i capolavori dell’arte tessile dell’Indonesia orientale

Bali meridionale. Popolo Balinese. Seta, fili d’argento, coloranti. Prima metà del XX secolo. 127×115 cm. Collezione Breguet. ©FCM/MUSEC, Lugano – Dettaglio di panno cerimoniale di uso nobiliare o drappo da tempio ispirato a un episodio del poema epico indiano Mahabharata, nel quale l’eroe Bima discende agli inferi per liberare i propri genitori.
Dall’11 giugno al 25 ottobre 2026 il MUSEC di Lugano presenta TRAME. Capolavori di arte tessile. Da Bali a Timor, una mostra dedicata alle tradizioni tessili dell’Indonesia orientale attraverso oltre cento opere provenienti dalle collezioni svizzere di Georges Breguet e Beatrice Zuellig.
L’esposizione esplora un vasto arcipelago che si estende da Bali a Timor fino alle isole Tanimbar, territorio storicamente attraversato da scambi commerciali, migrazioni e influenze culturali provenienti dall’Asia e dall’Europa. In questi contesti i tessuti rappresentano molto più che semplici manufatti: custodiscono identità, memorie collettive e sistemi di conoscenza tramandati nel tempo.

Bali settentrionale. Popolo Balinese. Cotone filato a mano, tessuto importato, seta. Terzo quarto del XX secolo. 150×31 cm. Collezione Zuellig. ©FCM/MUSEC, Lugano – Drappo rituale utilizzato nei templi e negli spazi cerimoniali, decorato con una figura femminile associata a Dewi Sri, dea del riso correlata alla fertilità del suolo, all’abbondanza e alla prosperità della comunità.
Le raccolte di Breguet e Zuellig, formate prevalentemente nell’ultimo quarto del Novecento, testimoniano due differenti approcci al collezionismo. Il primo, di carattere antropologico e documentario, è orientato allo studio delle culture insulari e delle loro produzioni tessili; il secondo privilegia invece la qualità estetica, la rarità e la complessità tecnica delle opere.
Curata da Georges Breguet e Paolo Maiullari, la mostra riunisce tessuti provenienti anche da aree remote e poco documentate, dai raffinati manufatti balinesi ai robusti tessili di Flores, Timor e delle Tanimbar. Il percorso è arricchito da oggetti d’arte e di cultura materiale che restituiscono il contesto sociale e rituale in cui queste opere sono nate.

Timor centro-meridionale. Popolo Atoin Meto. Cotone filato a mano, coloranti naturali. Terzo quarto del XX secolo. 212×110 cm. Collezione Zuellig. ©FCM/MUSEC, Lugano – Dettaglio di tessuto cerimoniale maschile, decorato con un ricco repertorio figurativo composto da cavalieri in corsa, uccelli e puledri. La presenza ricorrente del cavallo, animale centrale nelle culture di Timor, richiama statuto sociale, prestigio e benessere.
Particolare attenzione è dedicata alle tecniche di lavorazione e tintura, tra cui l’ikat, ottenuto attraverso la tintura selettiva dei filati prima della tessitura. Materiali, colori e motivi decorativi raccontano una storia di continui scambi culturali, evidenziando la complessità e il dinamismo delle società dell’Indonesia orientale.
La mostra nasce da un progetto di ricerca interdisciplinare che intreccia fonti archivistiche, studi etnografici e confronto con le comunità locali. Più che offrire una sintesi definitiva, TRAME propone una chiave di lettura per comprendere pratiche rituali, relazioni sociali e processi storici attraverso il linguaggio del tessuto.

Sumba orientale. Popolo Sumbanese. Cotone, coloranti naturali. Seconda metà del XX secolo. 289×99 cm. Collezione Zuellig. ©FCM/MUSEC, Lugano – Tessuto da uomo decorato con raffigurazioni di scimmie che si arrampicano su un albero, e coppie di uccelli nell’atto di catturare un serpente. L’opera è stata realizzata dalla principessa e maestra tessitrice Tamu Rambu Ana Motur.
In occasione dell’esposizione viene pubblicato il volume Woven Threads. Textile Art from Bali to Timor. The Breguet and Zuellig Collections, a cura di Georges Breguet e Paolo Maiullari, che raccoglie i risultati della ricerca e presenta 203 opere delle due collezioni.
L’esposizione è aperta al pubblico nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, 11-18; sabato, domenica e festivi,10-18.