Berlinale

“Alcarràs” di Carla Simón vince l’Orso d’oro

La première del film “Alcarràs”. © Sandra Weller / Berlinale 2022

È Alcarràs di Carla Simón ad aggiudicarsi l’Orso d’oro tra le diciotto pellicole in concorso alla 72ma edizione del Festival del cinema di Berlino. Il film è stato girato con attori non professionisti, tutti contadini della regione in cui si svolge la storia, nella provincia di Lleida. La regista spagnola è partita dalla sua storia personale per raccontare la vita rurale di una famiglia di coltivatori di pesche. Alcarras è una produzione delle compagnie spagnole Avalon Pc e Vilaut Films, in coproduzione con l’italiana Kino Produzioni.

L’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria va a The Novelist’s Film, firmato da Hong Sangsoo, mentre la messicana Natalia Lopez Gallardo per Robe of Gems, storia di una donna che torna nella sua casa di infanzia ma trova la sua governante immischiata in loschi affari, ha vinto l’Orso d’Argento – premio della giuria.

Si aggiudica ben due Orsi Kurnaz vs. George W. Bush, film che si è portato a casa l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura e la migliore interpretazione andata a Meltem Kaptan, che interpreta una “mamma coraggio” che fa causa a Bush per salvare il figlio imprigionato ingiustamente a Guantanamo. L’attrice ha dedicato il suo premio «a tutte le madri il cui amore è più forte dei confini».

L’Orso d’Argento per la miglior interpretazione non protagonista va a Laura Basuki per il film Before Now and Then della regista Kamila Andini, mentre l’Orso d’argento per l’eccezionale contributo artistico va a Everything wil be ok, il nuovo film del regista cambogiano Rithy Panh. La francese Claire Denis ha vinto il premio per la miglior regia con Avec amour et acharnement, con Juliette Binoche e Vincent Lindon.

Leonora Addio di Paolo Taviani, unico film italiano in concorso nella Selezione Ufficiale del Festival è stato premiato dalla giuria Fipresci (riconoscimento della critica internazionale) con questa motivazione: «Guidato dallo spirito libero del genio di Pirandello, il regista mescola poesia, malinconia, ma anche ironia, fantasia e letizia per raccontarci i misteri della vita, della morte e della memoria».

Il cineasta svizzero Cyril Schäublin ha vinto il premio per la migliore regia, nella sezione Incontri, con Unrueh. Il film, prodotto da Seeland Filmproduktion, si svolge alla fine del 19esimo secolo, nell’ambito delle industrie orologiere e degli anarchici nel Giura. Drii Winter di Michael Koch ha ricevuto una menzione speciale della giuria e la coproduzione elvetica A vendredi, Robinson si è aggiudicata il premio speciale della giuria.

Sabato 19 febbraio si sapranno i premi della sezione Panorama, dove l’Italia corre con Una femmina di Francesco Costabile, Nel mio nome di Nicolò Bassetti e Calcinculo di Chiara Bellosi, produzione Tempesta Film con Rai Cinema, in coproduzione con Tellfilm e RSI.

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