
Artemis II riparte (Fonte: ESA)
Venerdì 20 marzo 2026 il razzo di Artemis II della NASA ha ripreso il suo trasferimento dal Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, in Florida, ed è ora arrivato alla rampa di lancio in vista della prima missione con equipaggio diretta verso la Luna da oltre 50 anni.
Trasportati sul mobile launcher, il razzo Space Launch System e la navicella Orion hanno avanzato lentamente ma con regolarità, percorrendo 6,5 chilometri in circa 12 ore, mentre le squadre monitoravano attentamente ogni fase dell’operazione.
Si tratta del secondo trasferimento verso la rampa per questo razzo: il primo era avvenuto a gennaio. Da allora, i team hanno provato le principali operazioni di lancio, compreso il rifornimento del razzo e la simulazione del conto alla rovescia finale fino al decollo. A febbraio è stata completata con successo una wet dress rehearsal, durante la quale il razzo è stato caricato completamente con i suoi propellenti criogenici.
Dopo il test, tuttavia, gli ingegneri hanno individuato un problema nel sistema dell’elio dello stadio superiore del razzo, utilizzato per pressurizzare i serbatoi di propellente. Il vettore è stato quindi riportato al Vehicle Assembly Building per ispezioni e riparazioni. La sicurezza dell’equipaggio resta la priorità assoluta, con i tecnici impegnati a verificare con la massima attenzione che tutti i sistemi funzionino come previsto prima del lancio.
Nelle ultime settimane, i team hanno risolto il problema, effettuato ulteriori controlli e sostituito le batterie in diversi sistemi chiave. A metà marzo, dopo una revisione finale di idoneità al volo con i partner del programma, tra cui l’ESA, la NASA ha confermato che tutti i team hanno dato il loro via libera per il lancio all’inizio di aprile.
La missione punta alle seguenti finestre di lancio (CEST):
- 2 aprile – 00:24
- 3 aprile – 01:22
- 4 aprile – 02:00
- 5 aprile – 02:53
- 6 aprile – 03:40
- 7 aprile – 04:36
A fornire energia alla capsula Orion in questo storico viaggio sarà il secondo European Service Module dell’ESA. Questa componente fondamentale della navicella alimenterà e spingerà Orion nello spazio profondo, fornirà aria e acqua e regolerà la temperatura interna per i quattro astronauti. Costruito da oltre 20 aziende in 10 Stati membri dell’ESA, sotto la guida del contraente principale Airbus, il modulo è il frutto di quasi un decennio di lavoro.
Il contributo europeo proseguirà per tutta la missione: gli ingegneri che conoscono meglio il modulo saranno operativi 24 ore su 24 dai centri ESA nei Paesi Bassi e in Germania, oltre che dal Johnson Space Center della NASA a Houston. (Fonte: ESA)