Cinema

Cannes 2022: il giorno dei drammi familiari e dell’ironia corrosiva di Ruben Östlund

“Un beau matin” di Mia Hansen-Love.

Entra nel vivo Cannes 75, graziata da un clima estivo e dalla pace infine raggiunta tra accreditati e biglietteria: dopo i problemi dei primi giorni, infatti, il sistema elettronico di prenotazione dei posti in sala si sta rivelando assai migliore delle antiche e interminabili code sotto il sole inflitte ai giornalisti. E, come spesso avviene, alcuni tra i titoli migliori si scoprono nelle sezioni collaterali, soprattutto in quelle più “autoriali” come la Quinzaine des Réalisateurs: Un beau matin di Mia Hansen-Love rappresenta la continuazione di un discorso autobiografico già affrontato dalla regista, in una continua interrogazione su passato e futuro di una famiglia. Se in L’avenir si guardava avanti, alle difficoltà della fase autunnale dell’esistenza, l’ultimo film di Hansen-Love osserva dal punto di vista della protagonista Sandra (Léa Seydoux), giovane vedova con figlia, il graduale disgregarsi delle facoltà mentali e fisiche del padre Georg (Pascal Greggory), professore di filosofia.

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