Invito alla Summer School della Rete Laudato si’ sulla speranza
Siamo bombardati con previsioni come sarà il mondo tra trenta o cinquant’anni. Perlopiù non sono positive e le distopie – a volte in stile apocalittico – alimentano il nostro pessimismo per l’umanità e il mondo, ma spesso anche per le nostre vite e il prossimo futuro della nostra società. Il mondo sarà più pacifico? Riusciamo effettivamente ad affrontare il cambiamento climatico? La società europea saprà affrontare le sfide delle nuove situazioni geopolitiche? I nostri figli vivranno in una società migliore? Invece di far scatenare energie positive per affrontare queste sfide – da molti riassunte nel termine “multicrisi” –, questi fenomeni ci angosciano sempre di più. Ed ecco in che cosa consiste la vera crisi del nostro presente: in un atteggiamento di rassegnazione che ci impedisce di mobilitare tutte le nostre energie e creatività per impegnarci per un futuro migliore – per noi stessi, per la nostra società, per l’umanità intera. Abbiamo perso la speranza. E nell’angoscia, si sa, siamo strumentalizzabili. In questi momenti, la libertà e la democrazia possono infrangersi.
Ed ecco la lungimiranza della scelta di Papa Francesco circa il tema di questo Giubileo 2025 che ci ha lasciato in eredità: riscoprire la speranza. Chi spera, infatti, non chiede “come sarà il futuro” ma “come vorremmo che il futuro fosse”. Solo quest’ultima domanda ci interroga circa i nostri veri desideri o valori e ci mobilita all’impegno di cambiare o meglio far rinascere davvero la realtà. Perché se ci ponessimo questo interrogativo, scopriremmo che è la diffusa mentalità materialistica, alimentata ancora di più dal cieco ottimismo che saranno le nuove tecnologie a produrci – in quale modo? – la soluzione, a non lasciare più spazio alla speranza. Quella fiamma tenera ma potente che è emersa in molti, anche se a tratti, durante la pandemia, quando (almeno all’inizio) ci siamo guardati dentro pensando a che cosa conta veramente nelle nostre vite.
In quel momento abbiamo dato spazio ed attenzione alla dimensione esistenziale della speranza e ci siamo scoperti come quegli esseri nell’universo che si distinguono per la capacità di poter sperare, cioè di disporre di una forza particolare di attraversare le sfide e le situazioni difficili. Incamminarsi, anche se la meta non è chiara e non si intravvede l’alba, iniziando a cambiare la realtà nonostante tutte le incertezze e crisi, è la vera forza della speranza. Mentre chi è ottimista non necessariamente si impegna per la realizzazione del bene (perché semplicemente ha l’idea ferma che “tutto andrà bene”), la speranza ci porta all’azione e a cambiare qualcosa nella nostra vita e nel mondo.
Come presupposto per un tale agire, la speranza ci aiuta a non negare la realtà: è la forza di scoprire un senso in tutto ciò che succede, anche dove a volte è impossibile scoprirlo. Se questo umanamente spesso è molto difficile – particolarmente di fronte a notizie molto brutte o a situazioni troppo grandi per noi – ecco dove emerge l’aiuto inestimabile della speranza. Ciò è possibile, chiaramente, solo dove c’è una fonte vera della speranza che può consistere in relazioni positive – di famiglia o amicizia – oppure in un atteggiamento positivo alla vita in generale, alla natura (ecco perché il suo colore è il verde), ma anche nella fede in un Dio che non ci lascia soli. Qualsiasi fonte sia, l’importante è coltivarla quando si sta bene e apparentemente non si ha bisogno di sperare: perché è allora che si accumulano le risorse della speranza che ci forniscono un sostegno sicuro nelle vere crisi.
Ecco perché un aiuto potente per coltivare e alimentare la speranza, è stato sempre visto nelle religioni, e non a caso nella lettura della Bibbia si trova un’inestimabile fonte di speranza: Dio promette che il bene vincerà e che in questa prospettiva ogni cosa acquisisce un senso anche se sovente non c’è del tutto evidente. Non a caso, è stato anche il cristianesimo a dare alla speranza quel significato positivo che oggi riveste per tutti noi, nella società secolarizzata. Per la filosofia greca, infatti, la consolazione che la speranza trasmette non è mai scollegata a una profonda insicurezza e inaffidabilità, a volte accompagnata da bui presentimenti. Così grazie al cristianesimo la speranza è diventata una forza incrollabile di vivere anche nei molti tempi cupi della storia e di impedire che la vita si riduca ad un mero sopravvivere. E ci dà la lucidità di analizzare la nostra esistenza, la società e la situazione politica.
Con Corinne Zaugg, Ernesto Borghi, Francesco Emmolo e Alberto Bondolfi, la Summer School 2025 della Rete Laudato si’ ha invitato testimoni della speranza che ci aiutano nelle analisi appena accennate. Ma siccome la speranza significa incamminarsi insieme, sarà dato ampio spazio alle vostre prospettive ed analisi, nell’interazione con i nostri esperti.
Markus Krienke
Programma dettagliato e modalità di iscrizione