Sottolineata la ricorrenza con una solenne celebrazione nella basilica mariana di Cacica, presieduta dal vescovo di Iasi, Josif Paulet. Consegnata a Maria Teresa Candian, responsabile della Compagnia di Via Nassa a Lugano, una benemerenza con medaglia d’oro per l’impulso di spiritualità portata nelle parrocchie.

Teresine moldave nei loro costumi
Un’irradiazione di spiritualità che dal Ticino è arrivata fino in Romania. È partita da Lugano, dove cent’anni or sono è nata la Compagnia S. Teresa del Bambino Gesù, voluta dal vescovo Aurelio Bacciarini e da Maria Motta come co-fondatrice. Lo scorso 17 marzo, con la partecipazione dell’amministratore apostolico Alain De Raemy e del vescovo emerito Pier Giacomo Grampa e 40 sacerdoti, è stato ricordato e celebrato il secolo di operosa presenza nella Diocesi: in Via Nassa ha pulsato per decenni il cuore del Ticino. Qui è stato riportato il Seminario; qui è nata la Facoltà di Teologia con il vescovo Eugenio Corecco; qui hanno avuto sede e incontri svariate associazioni dall’Unione femminile all’Azione Cattolica, all’Opera Pellegrinaggi.
Dal 1996 si assiste a una incoraggiante gemmazione delle Teresine anche in Romania, soprattutto nel distretto di Iasi, dentro la regione della Moldavia romena (la città di Iasi con i suoi oltre 270 mila abitanti è la terza più popolosa del Paese). A portarvela sono state Maria Teresa Candian e Marina Anzini, ai quali si è affiancato dal 2001 l’ex-rettore di Teologia, Abelardo Lobato.
Il 6 maggio 2026 c’è stata la sottolineatura di questo cammino di fede e della crescita registrata. Come punto di ritrovo è stato scelto il santuario nazionale di Cacica, dedicato all’Assunzione di Maria. La basilica era gremita di gente, con Teresine giunte da parrocchie di altre regioni, in qualche caso dopo viaggi durati una giornata intera, segno di una fede ancora molto viva e sentita. La Messa concelebrata da 28 sacerdoti è stata presieduta dal vescovo di Iasi, Iosif Paulet. Spiccava tra i fedeli un gruppo di Teresine nei loro abiti tradizionali, molto vivaci nei colori, con paziente lavorazione a mano. Oggi sono 124 le Sorelle Teresine in terra romena, distribuite e attive in 16 comunità.
Prima del rito, ha rivolto un toccante saluto in romeno Maria Teresa Candian: “Da giorni sto vivendo con la mente, il cuore e l’anima orientati qui, tra voi. È una folla di pensieri, di ricordi e di emozioni che mi tengono una familiare, dolce e anche nostalgica compagnia. È un intenso viaggio tra volti e sguardi che ho impressi nella memoria, un’esperienza che mi ha segnato in profondità”.
All’omelia della lunga liturgia, che s’è protratta per 90 minuti, hanno parlato – cercando di rivisitare il significato e l’importanza di una presenza – dapprima P. Cristinel Fodor, assistente spirituale delle Teresine oltre che guida spirituale del Seminario di Iasi, e mons. Benone Farcas. È stato ricordato come la Compagnia di S. Teresa fu tenuta a battesimo in Transilvania da don Giorgio Pastiu, che svolse il suo ministero anche nel Ticino, dove aveva studiato con altri 3 seminaristi romeni.
Via via è stata ridisegnata la costellazione che si è formata, grazie anche al sostegno dei vari vescovi, da mons. Virgil Bercea di Blai, a mons. Alexandru Mesian di Lugoj e mons. Ioan Ploscaru che visse per 16 anni in prigione, sotto il comunismo e mons. Petru Gherghel ora emerito di Iasi, tutti convinti della bontà della proposta di cui erano portatrici le ticinesi, sempre accolte con cordialità e benevolenza. È nata una storia illuminata dalla fede, guidata dalla bussola del Vangelo, sostenuta dalla comune convergenza verso lo stesso altare.
Una data e un avvenimento di notevole rilievo fu rappresentato nel 2005 dalla consacrazione delle nuova Cattedrale di Iasi, che vide la partecipazione del vescovo Pier Giacomo Grampa, con il vicario generale mons. Ernesto Storelli, don Valerio Crivelli, P. Abelardo Lobato e una delegazione di Teresine di Lugano.
Parole di apprezzamento e di incoraggiamento sono state espresse al termine della Messa dal vescovo Paulet che dopo aver messo in evidenza la generosa collaborazione offerta dalle Teresine nelle parrocchie di appartenenza, ha ricordato in un’atmosfera di intensa commozione, ad una ad una, le Teresine morte in questi 30 anni.
Prima di impartire la benedizione finale, il vescovo è sceso dall’altare ed ha raggiunto un’emozionatissima Maria Teresa Candian, alla quale ha consegnato un attestato di benemerenza e una medaglia d’oro per questi 30 anni fecondi di apostolato e di bene.

Benemerenza a Maria Teresa Candian
L’incontro, favorito da una splendida giornata di sole quasi estivo, con temperatura sui 27 gradi, è proseguito con foto ricordo ai piedi della statua che ricorda la storica visita di Giovanni Paolo II nel 2000 – imitato poi nel 2019 da Papa Francesco – e con il pranzo per 150 invitati, durante il quale è stato distribuito il libro Terezinele – Compania sfintei Tereza a Princului Isus. Un secol de daruire cu pasiune, traduzione in lingua romena del libro Le Teresine di Via Nassa. Cammino apre cammino, con la storia della Compagnia con sede a Lugano.
Come aspetto collaterale significativo, alla vigilia della celebrazione a Cacica, c’è stato a Iasi un incontro in clima ecumenico concluso – dopo preghiere in comune – con un momento di calda convivialità. Vi hanno preso parte il vescovo Iosif Paulet, il suo ausiliare Petru Sescu, il parroco greco-ortodosso P. Mihai Marcineanu e un gruppo di collaboratori.

Momento di convivialità tra autorità ecclesiastiche cattoliche e greco ortodosse a Iasi: al centro, seduto, il vescovo Josif Paulet con a fianco alla sua destra P. Mihai Margineanu e alla sinistra Maria Teresa Candian; alle spalle il vescovo ausiliare Petru Sescu, con vicino Cristinel Fodor, assistente spirituale delle Teresine in Romania.
“Questi 30 anni vissuti con voi qui in Romania – ha concluso Maria Teresa Candian, ringraziando tutti – sono scolpiti nella mia memoria e nel mio cuore: ogni parola risulta inadeguata per manifestarvi tutta la mia commossa gratitudine per quanto avete fatto e continuate a fare, per quello che rappresentate e siete nella vita mia e della Compagnia. Siete anime grandi, portatrici di speranza: come le rondini quando tornano e annunciano la primavera”.
Giuseppe Zois