Storie di Musetta e altri gatti

Dall’alto

Musetta sull'armadio

Musetta sull’armadio

E come una dominatrice amava i luoghi alti da cui avere una panoramica della situazione e sui quali o mettersi in posa per farsi ammirare oppure riuscire a nascondersi. Quando dal tetto dell’armadio affacciava solo la tonda testolina a occhi sgranati, poteva rievocare il gatto del Cheshire, quello di Alice, nel momento in cui era scomparso il resto del corpo e rimaneva l’apparizione del muso, prima che sparisse anche quello per lasciare il posto ad un evanescente ed enigmatico sorriso.

Musetta sulla libreria

Musetta sulla libreria

O conquistava lo scaffale dei libri, il punto più alto del salotto, o i pensili della cucina. Il territorio della casa le andava stretto e quando misero delle impalcature per ridipingere l’esterno della palazzina, a lei non sembrava vero poter fare le sue scorribande sulle assi e restare di vedetta nel punto più estremo ed esterno della struttura, come un nocchiero alla prua di una nave. Persino gli operai ne erano affascinati, tanto che quando arrivò il momento di smontare le palizzate, uno di loro disse che poteva rimandare di un giorno, per far felice la gatta ancora per un po’. Musetta ci rimase male uscendo dalla portafinestra del balcone e non trovando più la sua estensione di gioco e di osservazione. Precipitandosi fuori e fermandosi all’improvviso, si guardò intorno, il suo sguardo dalle mille espressioni denunciava perplessità, come nei fumetti le mancava solo il punto di domanda sulle pupille dilatate!

Manuela Camponovo

(20. Continua)

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