Festival

“Echi di storia”, al via il festival luganese

Dal 6 al 9 giugno 2024, Lugano ospiterà il festival “Echi di Storia“, organizzato dall’associazione ticinese degli insegnanti di storia. Un’autentica festa di questa disciplina, «per un appuntamento inedito che darà voce a esponenti autorevoli dello scenario culturale svizzero e europeo con i quali dialogheremo, attraverso incontri e spettacoli, intorno al tema del coraggio come soggetto e oggetto di storia», si legge sul sito internet dell’evento. Coraggio, che etimologicamente vuol dire “avere cuore”, è la scelta e la volontà di affrontare, la sofferenza, il dolore, il pericolo, l’incertezza o l’intimidazione, viene spiegato in un volantino. «È la forza morale che permette di affrontare situazioni difficili». L’appuntamento culturale si svolgerà tra l’Asilo Ciani, lo Studio Foce e la Biblioteca cantonale di Lugano. L’apertura ufficiale si terrà giovedì 6 giugno alle ore 17.00, presso l’Asilo Ciani, con la partecipazione di Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato, direttrice del Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport e di Roberto Badaracco, vicesindaco e responsabile del Dicastero cultura, sport ed eventi della città di Lugano.

Il programma

Il coraggio di andare per mare, con Alessandro Vanoli (06.06, ore 10, Ciani). Vanoli si concentra sulla “conquista” del mare operata tra Medioevo ed Età moderna, analizzando il fenomeno globalmente, senza fermarsi all’epopea di Cristoforo Colombo, opportunamente narrata e, sulla base degli studi più recenti, ricontestualizzata e depurata da mitizzazioni e abusi operati su di essa.

Rifugiati, profughi, richiedenti asilo, con Silvia Salvatici (06.06, ore 10, Biblioteca cantonale). Il Novecento è stato definito come il «secolo dei profughi». Le file dei profughi si sono drammaticamente ingrossate, fino a superare i venti milioni di persone. Una popolazione in fuga che costringe a ripensare categorie politiche consolidate (cittadinanza, diritti, stato-nazione, comunità politica) e a riformulare concetti come quelli di spazio e di confine.

L’umanitarismo e le guerre, con Silvia Salvatici (06.06, ore 18, Ciani). Nella rappresentazione delle guerre del passato il tema del coraggio è solitamente associato alla figura dei combattenti in armi e all’esaltazione del loro valore. Tuttavia anche tra gli humanitarians si è storicamente affermata una narrazione che mette al centro il coraggio, di segno diverso rispetto a quello dei combattenti.

Scusate… c’è uno storico in sala?, con Alessandro Vanoli (06.06, ore 20.30, Studio Foce). Un monologo autobiografico che parla di storia e di uno storico. Che detta così sembra la cosa più pesante del mondo, ma che in realtà è il modo per chiedersi che cosa voglia dire quel mestiere lì, per ragionare un po’ su quello che siamo e siamo diventati, per riflettere sugli strani tempi che stiamo vivendo e, magari per provare anche a riderci su.

Capitani coraggiosi: Giordano Bruno e Galileo, con Massimo Bucciantini (07.06, ore 09.30, Ciani). Pur non sottovalutando le differenze, sicuramente di non poco rilievo, tra Giordano Bruno e Galileo Galilei, Bucciatini sottolinea che entrambi compiono lo sforzo di far reagire Copernico fuori dai quadri dell’astronomia tradizionale, di compiere, si direbbe oggi, quella rottura epistemologica necessaria a dar avvio a un nuovo modo di pensare l’uomo e la natura, all’alba della rivoluzione scientifica.

L’insostenibile leggerezza del genere. I confini tra maschile e femminile in età contemporanea, con Laura Schettini (07.06, ore 11.30, Asilo Ciani). Il contributo esplora il ruolo che la differenza sessuale ha svolto nel progetto di costruzione della nazione, soprattutto prevedendo una netta separazione tra sfera domestica femminile e sfera pubblica maschile. Travestiti, donne che si apprestavano a diventare (come) gli uomini, corpi dal sesso dubbio diventano dalla fine dell’Ottocento un pericolo, soggetti da correggere e allontanare, ma anche – per qualcun altro – modelli da imitare e celebrare.

L’Iran e la questione femminile dal passato al presente, con Farian Sabahi (07.06, ore 16, Ciani). Sabahi ci guida alla scoperta degli ultimi 130 anni di storia dell’Iran: una repubblica islamica intrisa di imposizioni e divieti che spesso sfociano in una violenta repressione, ma anche una società istruita e colta, contraddistinta da impegno civile e animata da scrittori e registi che ci incantano e ci fanno sognare. Nonché un paese di donne resilienti, che con coraggio scendono in strada per rivendicare libertà che in Europa diamo per scontate.

Italiani buoni, cattivi tedeschi e svizzeri neutrali. Gli inossidabili stereotipi della storia, con Carlo Greppi (07.06, ore 18, Ciani). Gli studi sul fascismo sembrano non aver permeato il dibattito pubblico in Italia, più incline all’utilizzazione di cliché che sminuiscono la portata degli eventi. Ne deriva un uso politico della storia volta a privilegiare una memoria vittimistica e autocelebrativa da sfruttare politicamente. E in Svizzera si assiste a uno stesso fenomeno?

Una Vita per la Storia in un Tempo senza Storia, con Adriano Prosperi (07.06, ore 21, Ciani). Si moltiplicano i segnali d’allarme sulla perdita di memoria collettiva e di ignoranza della nostra storia. Nella realtà di oggi c’è un passato che sembra dimenticato. Ma che cosa significa liberarsi dal peso del passato? Prosperi offre uno sguardo preoccupato sulla società dell’oblio in cui viviamo.

Il coraggio di fare storia oggi, con Paolo Favilli (07.06, ore 21, Ciani).

Patrimonio culturale e identità locale. Una questione di coraggio?, con Jonas Marti e Nicola Arigoni (08.06, ore 09.30, Ciani).

I musei e le sfide della contemporaneità, con Denise Tonella e Francesco Paolo Campione (08.06, ore 11, Ciani).

Una storia europea della Svizzera?, con André Holenstein e Paolo Ostinelli (08.06, ore 16, Ciani). La storia della Svizzera è una storia transnazionale: è la storia di uno spazio che, attraverso scambi e conflitti continui con i suoi vicini, ha a poco a poco delimitato il suo territorio per diventare uno Stato che ha acquisito consapevolezza della sua identità particolare e dei suoi confini ristretti. Holenstein dialoga con Ostinelli in merito alla possibilità e alla necessità di scrivere una nuova storia del nostro paese.

Il coraggio della memoria critica nella Russia attuale, con Marcello Flores e Francesca Gori (08.06, ore 18, Ciani).

La resistenza delle donne, con Benedetta Tobagi e Anna Bonaiuto (08.06, ore 20.30, Studio Foce). A partire da una selezione di immagini fotografiche (individuate in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza di Torino) e attingendo alla memorialistica e alle testimonianze, Tobagi fa rivivere le storie di quelle donne troppo spesso dimenticate, in un reading teatrale che possiede il rigore della ricostruzione storica, ma anche una straordinaria passione civile.

Primato della coscienza e amore costruttivo della legge: Lorenzo Milani, con Anna Scattigno (09.06, ore 09.30, Biblioteca cantonale). Nel corso della sua vita e nei decenni successivi alla morte avvenuta a Firenze nel giugno 1967, Lorenzo Milani fu segno di contraddizione e di conflitto. I grandi amori e le grandi avversioni che ne accompagnarono il ministero hanno anche segnato i modi con cui negli anni ambienti e figure della chiesa fiorentina e della cultura italiana ne hanno ripensato l’esperienza e il pensiero.

Il coraggio di tutti i giorni, con Luigi Mascilli Migliorini (09.06, ore 11.30, Biblioteca cantonale). Tra le pieghe di un’epoca di Rivoluzioni e di Imperi, governate dal coraggio della violenza, si fa strada il piacere di un coraggio meno fragoroso e più solido, certamente più adatto a costruire le fondamenta di quella società borghese che sta nascendo. Madri di famiglia, devoti funzionari dello Stato, lavoratori generosi, sono i protagonisti di questo anonimo coraggio che nel corso del XIX e del XX secolo si coltiva nel silenzio della vita quotidiana.

Per maggiori informazioni e prenotazioni consultare il sito del Festival “Echi di storia”.

In cima