Commento

Espressionismo ed esilio di Else Lasker-Schüler

Nata l’11 febbraio 1869 a Elberfeld, oggi parte di Wuppertal, Else Lasker-Schüler divenne una delle figure più significative della letteratura tedesca del Novecento. Morta a Gerusalemme il 22 gennaio 1945, questa straordinaria poetessa e artista visiva rappresenta un vertice dell’avanguardia modernista e dell’Espressionismo letterario. Cresciuta nel quartiere Briller di Elberfeld, Else era la più giovane di sei fratelli in una famiglia ebraica benestante. Sua madre, Jeanette Kissing, era una presenza centrale nella sua opera poetica. Il padre, Aaron Schüler, banchiere, ispirò poi il protagonista del dramma Die Wupper. Bambina prodigio, a quattro anni Else sapeva leggere e scrivere. La perdita del fratello Paul Schüler quando aveva tredici anni, seguita dalla morte della madre, segnarono la sua sensibilità. Nel 1894 sposò il medico Jonathan Berthold Lasker, fratello del campione mondiale di scacchi Emanuel Lasker, trasferendosi a Berlino.

Il 1899 vide la nascita del figlio Paul Lasker e la pubblicazione delle prime poesie, seguite dal debutto di Styx nel 1901. Dopo il divorzio nel 1903, sposò lo scrittore Georg Lewin, al quale lei stessa conferì lo pseudonimo artistico Herwarth Walden, con cui avrebbe collaborato alla rivista d’avanguardia Der Sturm. Il 1906 segnò l’uscita del suo primo lavoro in prosa, seguito da Die Nächte der Tino von Bagdad. Con Meine Wunder del 1911 raggiunse l’apice del riconoscimento come esponente dell’Espressionismo. Dopo la seconda separazione nel 1910, visse grazie al sostegno di amici, in particolare Karl Kraus. L’incontro con Gottfried Benn nell’estate 1912 diede vita a un’intensa amicizia che ispirò numerose liriche d’amore. Benn la celebrò nel 1952 come la più grande poetessa che la Germania abbia mai avuto, elogiando il suo tedesco sontuoso e delicato. Nel 1921 Else Lasker-Schüler pubblicò Der Wunderrabbiner von Barcelona, dove denunciò l’antisemitismo.

Significativo fu lo scambio epistolare col pittore espressionista Franz Marc tra il 1912 e il 1914. I due si identificarono in personaggi immaginari: lei come “Jussuf di Tebe”, lui come “Il Cavaliere Azzurro” – non a caso egli era esponente di spicco del Blaue Reiter insieme con Vasilij Kandinskij, Gabriele Münter, August Macke, Alexej von Jawlensky. Delle 94 cartoline e lettere sopravvissute, molte contenevano illustrazioni originali. Marc creò per lei acquerelli memorabili e incorporò nelle sue opere elementi simbolici della poetessa, come lune crescenti e stelle incise nei cavalli, integrando i suoi segni grafici senza perderne il carattere distintivo. Questo dialogo rappresenta un esempio straordinario di collaborazione artistica: Marc pittore poetico e Lasker-Schüler poetessa pittrice. La morte del figlio Paul per tbc nel 1927 la gettò in crisi. Nel 1932 ricevette con Richard Billinger il Premio Kleist, ultimo assegnato prima della presa del potere nazista.

Il 19 aprile 1933, dopo aggressioni fisiche, Else Lasker-Schüler fuggì a Zurigo, dove affrontò continue restrizioni burocratiche e divieti di lavoro. Intraprese viaggi in Palestina. Nel 1938 le fu revocata la cittadinanza tedesca. Lo scoppio della guerra nel 1939, durante il suo terzo viaggio, le impedì il ritorno poiché le autorità elvetiche le negarono il visto di rientro. A Gerusalemme visse prima negli hotel Vienna e Atlantic, poi dall’estate 1941 in una stanza in affitto in King George Street. Una modesta pensione mensile, finanziata dall’Agenzia Ebraica e dall’editore Salman Schocken, le garantì un’esistenza sicura. Mantenne un piccolo circolo di amici emigrati come Werner Kraft, Martin Buber ed Ernst Simon, verso il quale nutrì un’intensa venerazione negli ultimi anni. Tuttavia, la realtà palestinese la deluse profondamente.

Chiamava “Erez-Israel” con il termine “Erez-Miesrael”, terra di miseria. Fondò “Kraal”, un circolo letterario inaugurato da Buber nel 1942, poco prima della concomitanza con la conferenza di Wannsee. Ma dopo qualche tempo le fu proibito di tenere letture perché in tedesco. Negli ultimi anni lavorò al dramma IchundIch (incompiuto). Mein Blaues Klavier fu completato nel 1943 in un’edizione limitata di 330 copie, dedicato agli amici nelle città tedesche banditi e dispersi. Nel 1944 la poetessa si ammalò e dopo un infarto il 16 gennaio morì il 22 gennaio 1945. La sua tomba fu distrutta durante l’occupazione giordana nel 1948, ma la lapide originale venne ritrovata nel 1967 e ricollocata nel 1975. Pioniera dell’avanguardia modernista, Else Lasker-Schüler lasciò un vasto corpus lirico, tre drammi, prose brevi e numerosi disegni.

Amedeo Gasparini

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