Coronavirus

FAFTPlus invita il Governo ticinese a “ripartire dalle donne”

 

Lo scorso 8 aprile il Presidente del Governo ha annunciato l’istituzione di un “gruppo operativo” composto di diverse istanze della società, in grado di affinare “interventi strutturali” per ripartire. La Federazione delle Associazioni Femminili Ticino (FAFTPlus) ha rivolto al Consiglio di Stato un appello – già sottoscritto da oltre un centinaio di rappresentanti del mondo politico, economico e sociale – che invita ad integrare le competenze femminili nel gruppo operativo incaricato della ripartenza post-emergenza sanitaria, al fine di attuare i provvedimenti per la ricostruzione economica e sociale in una prospettiva di genere capace di superare le disparità tra donne e uomini.

Il Comitato FAFTPlus ha scritto al Consiglio di Stato: «Non vogliamo il ritorno a una “normalità” che ignori i correttivi necessari per far uscire il lavoro femminile dal cono d’ombra della segregazione orizzontale e verticale, della discriminazione salariale, della trappola della sottoccupazione indotta dall’assenza di strumenti di conciliabilità lavoro-famiglia. Significherebbe non aver imparato la lezione di questa crisi e continuare a sprecare l’enorme potenziale umano ed economico delle donne».

 

Qui di seguito una sintesi delle richieste di FAFTPlus:

1. Una presenza femminile qualificata nei luoghi della ricostruzione. «Non si tratta di aggiungere sterilmente dei nomi femminili alla rosa dei componenti dei gruppi di lavoro: vogliamo cultura e modalità di lavoro inclusive, che sappiano superare l’appiattimento della “leadership della consuetudine”, guadagnando diversità di visione, progettualità oltre il breve termine e allargamento del ventaglio di competenze e interessi coinvolti».

2. La chiusura dei gap di genere come obiettivo strategico nei processi di elaborazione degli interventi, soprattutto quelli di spesa pubblica. «I primi studi internazionali sugli effetti macroeconomici della pandemia sono concordi nell’intravederne l’impatto più nefasto sulla vita delle donne e sappiamo molto bene che politica economica e sociale non sono neutrali rispetto al genere. Anche perché le donne svolgono lavori essenziali, in attività però spesso sottopagate. Attiviamo quindi le esperienze e le competenze in materia di bilanci di genere di cui già disponiamo sul territorio, anche attraverso una task force dedicata».

3. Statistiche di genere per orientare i piani di intervento post crisi, anche in ragione dei diversi effetti della pandemia. «È impossibile garantire azioni di rilancio efficienti in assenza di un quadro statistico disaggregato per età e per sesso, che indaghi le asimmetrie di genere del mercato del lavoro e le dinamiche delle carriere femminili in relazione a formazione e situazione familiare. Solo su questa base può innestarsi l’analisi disaggregata dei differenti impatti del lockdown sulla forza lavoro femminile e su quella maschile».

4. La visibilità delle competenze femminili e il ruolo delle donne nella ricostruzione. «È fondamentale promuovere attivamente la presenza femminile nei media e nello spazio pubblico e politico, in particolare delle esperte coinvolte nei gruppi di lavoro ai vari livelli, in modo da comunicare implicitamente un nuovo concetto di leadership inclusiva, accelerare il superamento di ruoli stereotipati, avviare la riflessione sul rapporto tra vita privata e vita professionale e tra economia e socialità».

Oltre 100 persone, rappresentanti dei vari settori della società civile, hanno già aderito con convinzione ed entusiasmo all’appello di FAFTPlus. Sull’onda di questo largo consenso è stata lanciata sulla piattaforma  change.org la petizione pubblica Appello al Governo ticinese – #ripartiredalledonne

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