Teatro

Fantasiose storie delle marionette, di pulci e di gatti

Ieri, a Lugano Besso, in uno spazio piccolo ma ideale, l’atelier dello scultore Cesare De Vita, pieno di oggetti anche bizzarri, movimentato e colorato, si è svolta una sorta di anteprima del Festival internazionale delle Marionette che prenderà il via il 12 ottobre. Il titolo dell’evento, vagamente chagalliano, Il Burattinaio e il Violinista, alludeva al fatto che è stato preceduto da un’esibizione bachiana del musicista cinese Zhen Xu.

Ma naturalmente bambini e famiglie erano lì soprattutto per loro, Poletti & Poletti, Aymone e Michel che da qualche anno costituiscono un sodalizio artistico. La performance in maniera surreale voleva essere anche una sorta di propedeutica alla storia delle marionette, non so se questo abbia funzionato, visto le sovrapposizioni tutt’altro che lineari di temporalità e geografia, ma certamente non sono mancati applausi e risate per le buffe invenzioni. Si comincia addirittura da Shakespeare (per dire, immaginiamo, come questi personaggi mossi in vario modo siano stati anche interpreti della cultura più dotta e complessa, non solo fiabescamente infantile). Si passa ad un rapido assaggio di ombre, per poi trovarsi catapultati nell’antichità classica con le maschere della commedia dell’arte declinate alla greca, in un dialogo filosofico addirittura platonico. Altro salto d’epoca e di luogo ed ecco la Parigi ottocentesca del Grand Guignol, con sottofondo di musica napoletana per il cugino-rap, perché le marionette hanno sempre viaggiato in un’assoluta contaminazione di temi e figure, dal can can alla danza di Zorba, senza soluzione di continuità, così come si può passare dalla Francia a Londra, dove quel teatro spiritista e macabro non a caso toccò il suo apice. E chi è quel tale tutto bianco con una maschera nera? Zorro, dichiara sicuro un bambino. «Qui manca cultura teatrale» commenta Poletti

Da Pulcinella a pulci… Il salto è stato naturale. Poletti ha fatto rivivere una degustazione di questo genere famoso ad inizio ‘800, avendo addirittura acquistato le mini attrezzature di un circo californiano fallito negli anni ’60 (del 1900…). Qui entra in campo l’assoluta fiducia, quella che si dà al racconto fiabesco. Utilizzando due bimbi testimoni muniti di luce e lente d’ingrandimento, si assiste ad ogni genere di acrobazia miniaturizzata, salti da un piatto, attraverso il cerchio di fuoco, da una parte all’altra del trapezio, persino sparata da un cannone l’eroica pulce che non si sa bene che fine abbia fatto… Sono così piccole le pulci che non si vedono ad occhio nudo, solo con lo sguardo della fantasia…

Infine, la platea affumicata può ancora assistere ad un improbabile gioco di carte di un mago illusionista, prima della conclusione che vede l’apparire del personaggio più iconico del circo, il clown. (Tutte fantasiose e ben costruite queste marionette o comunque le si voglia chiamare).

Ancora una sorpresa, fresco di stampa, a cura della compagnia Musicateatro di Poletti ecco il libretto per bambini, scritto da Michel, illustrato da Aymone, Il circo Selenium + la tua storia, protagonisti gatti lunari e lunatici che il marionettista si è divertito a creare pure come oggetti e che probabilmente vedremo un giorno anche in scena. Ma il titolo si spiega nella seconda parte con la quale si sollecita la vena creativa-narrativa dei piccoli lettori, dandogli anche alcuni suggerimenti sullo sviluppo della possibile continuazione della storia. Come: “C’era una volta… chi?”… “un ragazzino – una ragazzina – un aggeggio – un pesciolino rosso?”. Si devono scegliere anche il luogo, bosco, solaio, camino, Africa e l’epoca, nel Medioevo, l’anno scorso, l’anno prossimo… E le azioni che vengono fatte, l’arrivo di un nuovo personaggio, quello che indossa e tutto quello che potrebbe succedere, perché come si sa non si mettono confini alla fantasia. E Michel promette: «se arriverà davvero una bella storia, può darsi che l’autore in erba se la veda messa in scena durante il Festival 2020…!»   Per informazioni: musicateatro@palco.ch e per il programma del festival (che pubblicheremo prossimamente sul nostro Magazine del sabato: www.palco.ch)

Manuela Camponovo

 

 

 

 

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