Commento

Figlio e patria perduta della poetessa invisibile Gertrud Kolmar

Gertrud Kolmar nacque il 10 dicembre 1894 a Berlino, primogenita dell’avvocato Ludwig Chodziesner e di Elise Schoenflies, pianista. La famiglia apparteneva alla borghesia ebraica tedesca e comprendeva tre figli: due sorelle nate nel 1897 e nel 1905; e un fratello nato nel 1900. Tra i legami familiari più illustri figurava la parentela con Walter Benjamin, di cui era cugina; dunque, il fratello di questi, Georg Benjamin. Gertrud crebbe nell’elegante quartiere di Westend presso Charlottenburg, frequentando scuole private femminili berlinesi. Completò la formazione presso un istituto di economia domestica e agricoltura a Elbisbach, presso Lipsia. Successivamente lavorò in un asilo e approfondì lo studio del russo. Nel biennio 1915-1916 conseguì il diploma per l’insegnamento linguistico a Berlino, specializzandosi in inglese e francese. Sono gli anni in cui vive una storia d’amore devastante con un ufficiale.

La relazione, osteggiata dalla famiglia per questioni di rispettabilità sociale (l’uomo era sposato), si concluse tragicamente: Gertrud rimase incinta, ma fu costretta ad abortire sotto la pressione dei parenti. La separazione forzata e la rinuncia alla maternità rappresentarono un trauma così profondo che la segnò per tutta l’esistenza. Dopo un tentativo di suicidio, il padre cercò di consolarla facendo pubblicare dall’editore ebraico Egon Fleischel la sua prima raccolta poetica. Nel 1917 uscì il volume d’esordio firmato con lo pseudonimo. Quell’anno e il successivo Gertrud lavorò come censore nel campo per prigionieri di guerra di Rohrbeck-Döberitz, presso Berlino. La famiglia si trasferì diverse volte. Nel 1921 nel centro di Berlino, poi nel 1923 a Finkenkrug, nella colonia residenziale vicino a Falkensee, presso Spandau. Qui Gertrud prestò servizio come educatrice presso varie famiglie berlinesi e nel 1927 anche ad Amburgo.

Il figlio negato, che Gertrud aveva continuato a desiderare e cullare dentro di sé nonostante il fallito tentativo di difenderlo opponendosi alla contrarietà dei familiari e dell’amante, costituisce l’elemento propulsore della sua poetica, diventando anche il segno di una frattura drammatica. Come nella poesia dedicata a Karl Jodel, Gertrud si ritrovò “abbandonata” anche dal suo paese, respinta dalla cultura in cui si era identificata. Tra coloro che in vita riconobbero il valore dell’opera di Gertrud vanno ricordati, oltre al cugino Walter che tentò di divulgarla attraverso recensioni, anche Nelly Sachs, conosciuta durante le serate di lettura poetica organizzate dalla Lega della cultura ebraica. Va tuttavia Kolmar si mantenne sempre ai margini del fermento artistico espresso dall’avanguardia tedesca contemporanea e che la sua creatività letteraria si sviluppò in modo indipendente, al di fuori di quella esperienza.

Dal 1928, a causa della grave malattia materna, assunse la gestione della casa e affiancò il padre come segretaria. Fu proprio per lui che decise di rimanere in Germania dopo il fatidico 1933, mentre ai suoi fratelli riuscì la fuga all’estero. Dalla fine degli anni Venti singole composizioni poetiche apparvero su riviste letterarie e antologie. Nel 1934 la raccolta Preußische Wappen venne pubblicata da Die Rabenpresse di Victor Otto Stomps. Ma la pubblicazione causò l’inserimento dell’editore in una lista di case editrici sgradite dell’associazione dei librai tedeschi, che decretò il boicottaggio. A partire dal 1936 a Gertrud Kolmar venne vietato di firmarsi con lo pseudonimo, potendo utilizzare soltanto il cognome anagrafico Chodziesner. Il terzo volume, Die Frau und die Tiere, stampato nel 1938 dall’editore Erwin Löwe, fu liquidato a prezzi irrisori dopo la Notte dei Cristalli, nel contesto della chiusura delle case editrici ebraiche.

La produzione di Gertrud Kolmar ammonta a circa quattrocentocinquanta composizioni, gran parte delle quali non è stata tradotta in italiano. Si sa inoltre che dall’aprile 1940 si era dedicata allo studio dell’ebraico, componendo versi in questa lingua che purtroppo non sono giunti fino a noi. Ma in Germania, Gertrud Kolmar, la cui opera ebbe diffusione limitata quando era in vita, è oggi considerata una delle più importanti poetesse del Novecento. Dopo esordi convenzionali, trovò nei suoi componimenti un tono personale caratterizzato da grande virtuosismo ed espressività. Nella sua produzione predominano tematiche naturalistiche e femminili, elevate a dimensioni mistiche e inniche. Difficile, tuttavia, inquadrare l’opera di Kolmar in una corrente letteraria definita. La cifra distintiva della sua scrittura è la metamorfosi. Ovvero, una poesia che diventa per la sua autrice un vento intimo da vivere come straniera rispetto ai modelli.

In conseguenza dell’inasprimento delle persecuzioni, i Chodziesner furono obbligati a vendere la casa di Finkenkrug e a trasferirsi in un appartamento di una “casa per ebrei” nel quartiere di Schöneberg. Dal luglio 1941 Gertrud dovette svolgere lavoro coatto nell’industria degli armamenti. Il padre fu deportato a Theresienstadt nel settembre 1942, dove morì nel febbraio 1943. Gertrud fu arrestata il 27 febbraio 1943 durante la “Fabrikaktion” e deportata il 2 marzo 1943 ad Auschwitz. Dei circa millecinquecento ebrei berlinesi che arrivarono con il convoglio, dopo la selezione effettuata sulla Judenrampe, furono registrati come prigionieri “abili al lavoro” 535 uomini e 145 donne e assegnati al campo. Le restanti 820 persone deportate con quel treno, tra cui Gertrud Kolmar, non furono registrate e vennero assassinate immediatamente nelle camere a gas. La poetessa aveva quarantotto anni.

Nel 1956 Gertrud Kolmar ricevette postuma il premio della critica tedesca. Dal 1999 al 2021 la biblioteca di quartiere nel distretto di Schöneberg ha portato il suo nome. Strade intitolate a Gertrud Kolmar si trovano a Berlino-Mitte e Potsdam. Un sentiero Gertrud-Kolmar esiste a Falkensee. Qui, nel 2007 furono posate pietre d’inciampo davanti all’ultima abitazione per lei e il padre. Sulla facciata dell’edificio si trova anche una targa commemorativa in pietra. Un’ulteriore pietra d’inciampo fu collocata davanti all’ultima residenza in Münchener Straße a Schöneberg. Il museo e la galleria della città di Falkensee dedica un’ampia sezione della sua esposizione permanente alla vita di Gertrud Kolmar. Nel 2011 una nuova varietà di rosa proveniente da Amburgo è stata battezzata “Rosa Gertrud Kolmar” nel giardino del museo e galleria di Falkensee; e il roseto locale porta il suo nome.

Amedeo Gasparini

In cima