Nella fortunata posizione all’angolo tra Marina Boulevard e il Sands Expo & Convention Centre, il Red Dot Design Museum di Singapore pare una tappa imprescindibile per chiunque visiti la splendida baia della città-Stato, con la sua vista che spazia dalla piazza dei teatri alla skyline del quartiere finanziario. L’edificio è caratterizzato da un’architettura modernista in vetro con una struttura geometrica. Ospita quella che è considerata l’incarnazione fisica del prestigioso Red Dot Design Award, uno dei riconoscimenti più ambiti e rispettati a livello internazionale nel campo del design. La storia del Red Dot Design Museum affonda le radici nel 1955, quando a Villa Hügel ad Essen venne istituita la “Ständige Schau Formschöner Industrieerzeugnisse”. Nel corso dei decenni, l’esposizione si è evoluta fino a diventare il Red Dot Design Museum, oggi presente con sedi a Essen, Xiamen e appunto a Singapore.
La filiale singaporiana venne inaugurata nel 2005 presso l’ex sede della Polizia Stradale in Maxwell Road, per poi trasferirsi nella location attuale presso Marina Bay nel 2017. Il premio si articola in tre discipline distinte. Il Red Dot Award per il Product Design, il Red Dot Award per il Brands & Communication Design e il Red Dot Award per il Design Concept. Quest’ultima categoria, dedicata ai concetti di design innovativi e ai prototipi, ha trovato la sede naturale proprio nel Red Dot Design Museum singaporiano. Il prestigio del Red Dot è riconosciuto internazionalmente come uno dei sigilli di qualità più ricercati nel settore del design. Il premio per il Design Concept viene assegnato a Singapore, mentre quelli per il Product Design e il Brands & Communication Design sono organizzati a Essen. Il percorso espositivo si sviluppa su più livelli.
La galleria permanente al pianterreno presenta una selezione di circa sessanta oggetti vincitori del premio. Si spazia tra ventilatori, valigie, macchine da caffè, sedie, lampade, occhiali, violini, vasi, scarpe, tute subacquee, caschi, cani robotici, cuscini, binocoli, router Wi-Fi, posate, rasoi, mouse, ferri da stiro, telefoni, walkie-talkie e calzini. Si tratta di oggetti che rappresentano discipline differenti e che si mescolano in un caleidoscopio di innovazione. Cioè luci LED integrate con altoparlanti, tecnologie che sfidano le dimensioni classiche, robotica al servizio dell’essere umano, integrazioni linguistiche, linee sinuose di design alternativo che sfidano le convenzioni in maniera innovativa. La collezione propone un dialogo continuo tra natura ed uso quotidiano. Mescola componenti di design tradizionale con elementi provenienti da tutte le aree dello scibile umano. L’aspetto della comodità e dell’ergonomia riveste un ruolo centrale nella selezione degli oggetti esposti.
Al secondo piano, una serie di pannelli esplicativi accompagna un’ampia gamma di prototipi e concetti di design. Molti di questi sono impossibili da descrivere a prima vista. Osservandoli non risulta immediatamente comprensibile la loro funzione. Proprio in questo risiede la bellezza del design: sospende l’immaginazione di ciascun visitatore, invitandolo a costruire un’utilità individuale e personalizzata. Tra gli oggetti esposti si trovano protesi mammarie per il periodo post-mastectomia, utensili pediatrici, telecamere e schermi, lettori e amplificatori, nuove tipologie di calzature e vestiario, droni, braccialetti, giocattoli, sedie a rotelle, ripiani, cuffie, articoli da cucito e app di vario genere. Il Red Dot Award è aperto sia a studenti che a professionisti del settore. Esiste una categoria specifica denominata “Next Generation” che rappresenta un’opportunità di visibilità internazionale. Lo scopo del museo è proprio quello di lanciare i talenti verso il mercato globale.
La selezione dei vincitori rappresenta un processo, si capisce, rigoroso. Migliaia di progetti giungono ogni anno da tutto il mondo. Una giuria internazionale, composta da professori universitari ed esperti del settore provenienti da diverse nazioni, valuta ogni singola candidatura con criteri severi. Il design non ha esclusivamente a che vedere con l’utilità pratica. Non è necessariamente bello ciò che è utile. Anzi, è bello ciò che va oltre le convenzioni. Che sfida le frontiere del pensabile. Che si pone in posizione di creazione e armonia con la disciplina stessa. Il design è una pratica senza confini, applicabile a qualsiasi ambito. Rappresenta una dimensione che obbliga l’essere umano a esercitare continuamente il tentativo di immaginare e cambiare. Oltrepassare le frontiere significa scoprire il nuovo. Ed è proprio questo l’invito che il Red Dot Design Museum rivolge ai suoi visitatori. Guardare al futuro con occhi curiosi e senza paura di sperimentare.