Letteratura

Gabriele D’Annunzio: una giornata di studi

In occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Gabriele D’Annunzio, l’Istituto di studi italiani dell’USI, in collaborazione con LuganoInScena, organizza il prossimo venerdì 23 novembre una giornata di studio dedicata al grande autore italiano e in particolare al suo decennio francese.

Il decennio francese di Gabriele D’Annunzio, fra 1904 e ’15, fu ricchissimo di emozioni, di amicizie, di contatti con gli artisti e letterati di scala europea: Marinetti, Mascagni, soprattutto Debussy. Insieme con lui, nel 1911, compose Le martyre de Saint Sébastien, un mistero medievaleggiante dedicato a Maurice Barrès, al quale collaborarono lo scenografo Léon Bakst e la grande danzatrice Ida Rubinštejn, entrambi legati ai Ballets russes di Djaghilev. In quel giro d’anni, nel 1913, nasce però anche La Pisanelle, l’unica commedia di D’Annunzio; anch’essa in francese, con l’accompagnamento musicale di Ildebrando Pizzetti.

Il teatro, la musica, la forza del mito sottoposto a metamorfosi di idee e di scrittura, il recupero-reinvenzione pseudo-erudita di un francese “antichizzato” con eleganza: il D’Annunzio di quegli anni ha ancora molti segreti da svelare e da interpretare nel contesto del grande simbolismo europeo, in cui lo ripensò in chiave innovativa un maestro della storia letteraria quale Ezio Raimondi.

La giornata di studio che l’Istituto di Studi Italiani ha organizzato in sinergia con LuganoInScena il prossimo venerdì 23 novembre intende ripensare, in questa luce, soprattutto l’attività performativa dell’opera dannunziana, irrobustita dalla meditazione sulla forza del mito antico anche nelle sue trasformazioni medioevali e moderne, ma specialmente attenta al palcoscenico e al rapporto con la musica. Sarà l’occasione per commemorare, in un solo gesto critico, l’ottantesimo anniversario della morte di D’Annunzio (1 marzo 1938), e insieme il centesimo anno dalla scomparsa di Claude Debussy (25 marzo 1918), verificando la “tenuta” di una proposta estetica e poetica che sempre più spesso, ormai, viene tenuta in ombra dalla critica e dal pubblico.

Il programma completo sul sito dell’Istituto.

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