Intervista

Gli Eventi letterari 2021 entrano nel vivo. A colloquio con Joachim Sartorius

Il poeta e traduttore Joachim Sartorius. © Bothor 2012

«Ascona, da 120 anni a questa parte, è da sempre un mito sospeso tra nobile radicamento al territorio, capacità di coniugare Nord e Sud e un’apertura al mondo fuori dall’ordinario. Dal Monte Verità sono infatti partiti movimenti di riforma della vita come reazione alla cultura dominante, nel rifiuto della civiltà dell’abbondanza; una critica sociale vissuta in prima persona, consapevoli che solo cambiando sé stessi è possibile cambiare il mondo. Da allora, il Monte Verità è straordinariamente importante: spazio di confronto, aperto al mondo; spazio di ricerca, di autenticità, che si ribella ad approcci ideologici sterili; un luogo ideale in cui staccare lo sguardo da uno scenario scuro che produce svuotamento. Luogo in cui realizzare, infine, qualcosa che ha sostanza». Si apre nel segno di una nuova speranza – speranza di un miglioramento per il mondo e, ancor più, di contribuirvi fattivamente – l’edizione 2021 degli Eventi letterari Monte Verità, nelle parole del suo Presidente, Raphaël Brunschwig, intervenuto questa sera, giovedì 11 novembre, al PalaCinema di Locarno. Con lui l’onorevole Manuele Bertoli, anche Presidente della Fondazione Monte Verità, il Vicesindaco di Ascona Maurizio Checchi e il Direttore artistico Paolo Di Stefano: «Vedi se far si dee l’omo eccellente, sì ch’altra vita la prima relinqua. Siamo abituati a pensare che dopo gli errori di una prima vita mal spesa, ne arrivi un’altra, più degna, capace di farci guadagnare l’eternità nella memoria dei posteri. Ma allo stato attuale è più probabile che le generazioni di domani ci ricordino per i nostri disastri, più che per le nostre eccellenze. Certo, si può sempre migliorare. Questa edizione coincide, in questo senso, con un momento storico importante, in cui si discutono temi cruciali, ad esempio la COP26. Temi, come quello ambientale, che richiedono sforzo di immaginazione, di generosità, anche di compassione, verso l’umanità di domani», ha ricordato Di Stefano. Un domani sognato, raccontato, e rielaborato anche dalla poesia di Joachim Sartorius, secondo, nella giornata di domani, dopo Rachel Cusk questa sera, tra gli autori ospitati dall’edizione 2021.  Il noto poeta, saggista e traduttore, anche co-fondatore degli Eventi letterari stessi, prenderà la parola su un tema che rivela la sua ambizione: “Gli occhi della poesia”. Subito esso suscita alcune domande: in che modo la poesia “osserva” il mondo? Lo guarda dall’alto o la sua fonte di ispirazione deriva da una piena immersione in esso? Può, il fare poesia, suggerire nuove modalità di “stare al mondo”? Con Sartorius abbiamo cercato, in anteprima, di trovare, tra tante domande, qualche risposta.

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