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Graziano Delrio – ritorno al Ministero dei Trasporti? Gli svizzeri sarebbero felici

Graziano Delrio

Graziano Delrio.

Per molti l’ex ministro PD del governo italiano – Graziano Delrio – è forse rimasto nella memoria come il padre di nove figli, laureato in medicina e chirurgia che arriva al lavoro in bicicletta. E non lo ha fatto solo perché dalla primavera 2015 e fino alla metà 2018 è stato ministro delle infrastrutture e dei trasporti nei governi presieduti da Paolo Gentiloni e Matteo Renzi. Indubbiamente è però in questa funzione che Delrio è soprattutto ricordato in Svizzera.

Infatti, il suo successore nel primo governo Conte – Danilo Toninelli – ha più che altro lasciato qualche traccia attorno alla grande diatriba tra Salvini e Di Maio sui costi e benefici degli investimenti nelle grandi infrastrutture, in particolare della TAV, la contestata ferrovia ad alta capacità Torino-Lione, il cantiere ormai aperto – ma sempre in forse – lungo la dorsale ferroviaria europea ad occidente delle Alpi. Ora vi lavorano imprese, tecnici e maestranze anche svizzere prima impiegate nell’AlpTransit, la galleria ferroviaria più lunga del mondo – 57 chilometri di lunghezza sotto il San Gottardo inaugurata a fine 2016 – e alla quale seguirà a fine 2020 quella sotto il Monte Ceneri (15 chilometri), sulla linea che da Bellinzona porta a Lugano, rendendo di fatto la dorsale ferroviaria alpina del San Gottardo una ferrovia di pianura.

Ora la sua realizzazione completa interessa tutta l’Europa, trovandosi sul corridoio TEN-T europeo da Rotterdam/Anversa a Genova, dove è aperto il discorso sui nuovi potenziali dovuti al raddoppio della capacità del canale di Suez e alla rinascita dei porti liguri. Una dorsale pensata per il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, ma sempre più riscoperta poiché attrattiva per i passeggeri. Greta Thunberg insegna. Occorre in particolare ritrovare le correnti ferroviarie dirette – anche notturne – tra l’asse del Reno e la Penisola.

C’è molto da fare dunque; gli ambienti svizzeri più interessati ben si ricordano della competenza, dedizione e coerenza dell’ex-ministro Delrio. Ce n’è bisogno. Qualcuno lo sogna di ritorno nel secondo governo Conte.

Hermes

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