Cinema

I cineclub ticinesi omaggiano Alain Tanner

È Alain Tanner (1929-2022) il protagonista della retrospettiva che gli dedicano i quattro cineclub ticinesi – i Circoli del cinema di Bellinzona e Locarno, LuganoCinema93 e il Cineclub del Mendrisiotto –, in collaborazione con la Cinémathèque suisse, tra gennaio e febbraio 2023. Un doveroso e sentito omaggio a questo importante regista svizzero che è venuto a mancare lo scorso autunno. Le proiezioni a Lugano (Cinema Iride) si terranno il martedì alle 20.30, quelle a Mendrisio (Multisala Cinema Teatro – Cinema Ciak) il mercoledì alle 20.45, quelle a Bellinzona (Cinema Forum) il martedì alle 20.30 e il sabato alle 18.00, e quelle a Locarno (Gran Rex) il lunedì alle 18.30 e il venerdì alle 20.30.

Ad Alain Tanner, e ai suoi compagni del Groupe des 5, «si deve la nascita del Nuovo cinema svizzero, la nostra tardiva Nouvelle Vague che attorno al Sessantotto ha cominciato a rappresentare la Svizzera non più come un’isola felice, ma come un paese ipocrita e tristemente conformista, da cui chi cercava la propria libertà sentiva il bisogno di evadere», afferma Michele Dell’Ambrogio, responsabile artistico del Circolo del cinema di Bellinzona. L’idea di cinema di Tanner, prosegue, «non è mai stata quella di raccontare una vicenda, ma piuttosto quella di esplorare con le giuste inquadrature lo stato delle cose, del mondo e della gente che lo abita. Un cinema che rifiuta sia la narrazione classica sia il didascalismo ideologico, ma che intende rappresentare desideri, paure, incertezze di persone inserite in uno spazio, in un contesto che può essere soffocante o ricercato come liberatorio». «Questo omaggio postumo glielo dobbiamo», conclude Dell’Ambrogio, «ad Alain Tanner, che ci ha accompagnato nei nostri percorsi esistenziali, con la speranza che il suo cinema possa essere scoperto anche da chi è nato come Jonas negli anni ‘70 o nei decenni successivi e si ritrova a vivere oggi in un mondo non certo migliore di quello di allora. Un omaggio che va anche al “nostro” Renato Berta, direttore della fotografia di ben cinque degli undici film in programma».

Charles mort ou vif (1969), opera prima di Tanner in cui viene descritta la crisi esistenziale di un industriale ginevrino, inaugura le rassegne nei quattro cineclub ticinesi (Bellinzona e Lugano 10.01, Mendrisio 11.01, Locarno 13.01). Seguono La Salamandre (1971), dove indaga la vita di una donna accusata di omicidio (Bellinzona 14.01, Locarno 16.01, Lugano 17.01, Mendrisio 18.01) e Le Retour d’Afrique (1973), terzo lungometraggio di Tanner (Bellinzona 17.01, Locarno 20.01, Lugano 24.01). Saranno poi proiettati Jonas qui aura 25 ans en l’an 2000 (1976), commedia ironica e divertente sulla società dei consumi (Bellinzona 21.01, Mendrisio 25.01, Locarno 27.01, Lugano 31.01); Les Années lumière (1981), Grand Prix Speciale della Giuria al 34º Festival di Cannes (Lugano 07.02); Dans la ville blanche (1983), un blues sul mare e su Lisbona (Bellinzona 28.01, Locarno 30.01, Mendrisio 01.02, Lugano 14.02); No man’s land (1985), che racconta del confine come spazio anche metaforico (Bellinzona 31.01, Locarno 06.02, Mendrisio 08.02). La rassegna in omaggio ad Alain Tanner propone inoltre: Un flamme dans mon coeur (1987), viaggio nella passione, tra Parigi e Il Cairo, vissuto da un’attrice di teatro (Bellinzona 07.02); La vallée fantôme (1987), sugli sforzi di un aspirante regista in cerca d’ispirazione (Bellinzona 04.02, Locarno 10.02); L’homme qui a perdu son ombre (1991), un confronto maestro-allievo, o padre-figlio, con il paesaggio estremo dell’Andalusia (Bellinzona 11.02, Locarno 13.02, Mendrisio 15.02, Lugano 21.02); Les hommes du port (1995), sul porto di Genova e il lavoro dei suoi camalli (Bellinzona 14.02, Locarno 27.02).

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