Teatro

I danni del pomodoro e le conseguenze

 

Per il suo monologo, che lo vede in scena in queste sere al Teatro Foce di Lugano anche come interprete (oltre che come autore e regista), Luca Spadaro (Teatro d’Emergenza) utilizza diversi espedienti della retorica meta-teatrale, ad iniziare dalla finta conferenza in cui si parte da un tema dato per parlare di tutt’altro, omaggio cechoviano ai Danni del tabacco; alla goffaggine e apparente inconcludenza dell’oratore, che perde fogli e memoria; alla messinscena fallita attraverso una serie di guasti e incidenti e con le spiegazioni al pubblico di quello che avrebbe dovuto accadere sul palco (compresa una dimostrazione filmata che naturalmente non riesce mai a partire). E c’è la riflessione sul mestiere, sui collaboratori, le spese, su quell’attore destinato lui allo spettacolo e che invece lo ha piantato in asso… Sulla fatica… Ma niente a confronto di quel povero bracciante agricolo originario del Mali, un nome diventato tragica notizia, l’estate scorsa, presto dimenticata, Camara Fantamadi stroncato a 27 anni mentre tornava in bicicletta dopo aver zappato la terra per ore a 40 gradi nel Sud Italia,  e non era certo il primo… Così si arriva al vero cuore dello spettacolo. Così Spadaro, lui, non ha dimenticato. Si spiega ad un certo punto l’utilizzo di attrezzi da palestra: Spadaro è già sul palco mentre muove le gambe sullo stepper e canta a cappella una vecchia, ironica, canzone degli anni Quaranta (Camminando sotto la pioggia) con quell’uomo che se ne va, libero e povero non preoccupandosi dell’acqua, che tanto non gli può rovinare nessun bel vestito…

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