Il “Canto per la biodiversità” di Pievani e Maroccolo

© Francesco Ballestrazzi
Domenica 9 novembre alle ore 18.00, il Palazzo dei Congressi di Lugano ospita Nomadic – Canto per la biodiversità, uno spettacolo gratuito e aperto al pubblico promosso da IBSA Foundation per la ricerca scientifica con il patrocinio della Città di Lugano.
Un incontro tra arte, musica e divulgazione scientifica: Nomadic nasce da un’idea di Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, e Gianni Maroccolo, musicista e fondatore di gruppi storici come Litfiba e C.S.I.. Lo spettacolo racconta il tema delle migrazioni, umane e animali, attraverso un intreccio di narrazione, musica dal vivo, immagini e suggestioni visive, per riflettere su come tutti gli esseri viventi condividano una radice comune.
Sul palco, insieme alla voce narrante di Pievani, si esibiranno Angela Baraldi, Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi e Simone Filippi, sotto la direzione musicale di Maroccolo. Le musiche spaziano da C.S.I. a Philip Glass, da Litfiba a Battiato, con la regia e il light design di Mariano De Tassis, le illustrazioni di Marco Cazzato e le animazioni di Michele Bernardi.
«La comunicazione della scienza deve sapersi rinnovare», spiega Telmo Pievani. «Il nostro spettacolo non si propone di fornire un quadro esaustivo delle migrazioni, ma vuole piuttosto suscitare domande, stimolare nuove prospettive e far vivere un’esperienza di meraviglia. In questo senso teatro e musica permettono di cambiare lo sguardo sul mondo»
Il progetto nasce nell’ambito del National Biodiversity Future Center, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, in collaborazione con IMARTS e L’uomo e il clima.
«Con questo spettacolo» – aggiunge Silvia Misiti, Direttrice di IBSA Foundation – «ribadiamo il nostro impegno a rendere la scienza accessibile, coinvolgente e vicina a tutti, anche attraverso il linguaggio universale dell’arte, della musica e del teatro»
Nomadic – Canto per la biodiversità rinnova il dialogo tra IBSA Foundation e Telmo Pievani, iniziato nel 2018 con il forum Sguardi scientifici sulle migrazioni, e continua la missione della Fondazione nel promuovere una “Scienza per tutti”, capace di connettere sapere scientifico e sensibilità umanistica.