
Il bene, il male, il libero arbitrio, il destino e la colpa, i grandi temi dell’umanità, gli inquietanti interrogativi faustiani sono al centro del lavoro drammaturgico di Gilberto Isella che ha debuttato ieri al Teatro Foce di Lugano in un’“azione multimediale”, un testo complesso, e non poteva essere diversamente, ma reso con soluzioni brillanti. Luciferito, personaggio e titolo, con quel nome che porta in sé il residuo di luce da cui proviene e la ferita che lo ha condannato, precipitato nell’abisso, ma anche un rimando, se si vuole, alla fiera e alla ferocia, angelo e demone, si sdoppia in un alter ego speculare.
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