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“Il Gattopardo” di Luchino Visconti al Museo Vela

© Cineteca di Bologna

Domenica 10 ottobre, alle 14.30, il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, nell’ambito della rassegna “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?” e in collaborazione con il Film Festival Diritti Umani di Lugano e con il Cineclub del Mendrisiotto, presenta Il Gattopardo, nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna nel 2010.

Le immagini del capolavoro di Luchino Visconti verranno mostrate nella cornice ideale del “Pantheon del Risorgimento” creato dallo scultore Vela, accanto alle statue monumentali che raffigurano Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, i protagonisti storici di cui si parla nel film. Per completare l’immersione nel tempo di Vincenzo Vela, negli anni tumultuosi del Risorgimento, dopo il film, dalle 17.45 la Società di Danza – Circolo Milanese offrirà una dimostrazione di balli dell’Ottocento. Proprio come quello – famosissimo – che chiude Il Gattopardo, sulle note di Nino Rota che arrangiò per l’occasione un valzer inedito di Giuseppe Verdi. La Società di Danza, specializzata nelle danze di società del XIX secolo, si esibirà con abiti da cerimonia fedelmente ricostruiti seguendo l’iconografia e le stampe di figurini ottocenteschi.

A partire dalla celebre battuta «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi», Visconti fa de Il Gattopardo un’opera capace di parlare ancora ai nostri tempi, attraverso le parole del protagonista, il principe don Fabrizio di Salina, aristocratico siciliano, lucido e pessimista, che prevede i mali futuri, ma non ha ricette per rimediarvi. Temi come l’immutabile trasformismo del potere, che perpetua se stesso, o ancora il fatalismo della storia siciliana (e del Sud in generale) sono più che mai attuali. Dall’omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa, Visconti trae un capolavoro, «uno stupefacente arazzo cinematografico in cui ogni gesto, ogni parola, la disposizione di ogni oggetto in ciascuna stanza richiama in vita un mondo perduto», come l’ha definito Martin Scorsese.

L’accesso è consentito unicamente con il certificato Covid-19, ad eccezione dei giovani fino ai 16 anni. È raccomandata la prenotazione; numero di partecipanti limitato.

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