Teatro

Il libro-teatro del Trickster-p

“Nel momento storico che stiamo vivendo, che pare privilegiare i grandi eventi e i grandi numeri, Trickster-p reitera così alcuni tratti distintivi della sua originale poetica, rivendicando la convinzione che l’incontro con la proposta artistica debba essere innanzitutto immersivo e personale”: quando la compagnia scriveva queste note, certo non poteva ancora immaginare quello che di fatto sarebbe successo con il dilagare del virus. Sta di fatto che quei concetti sono diventati una realtà necessaria da praticare e Book is a Book is a Book, uno dei pochi spettacoli sopravvissuti all’annullamento delle proposte del LAC, almeno di marzo, proprio per il suo “intimismo”. Da tempo Cristina Galbiati e Ilija e Luginbuhl ci hanno abituato a installazione e performance privi d’interpreti, dove semmai attore o co-autore diventa lo spettatore che fruisce individualmente e con un apporto personale della proposta.
Ieri la prova generale per i giornalisti che si sono trovati davanti ad una sorta di aula scolastica allestita al Teatro Studio, una infilata di tavolini come banchi sul quale troneggia un volume più grande delle dimensioni abituali del libro; indossate le cuffie inizia per ciascuno, isolato in se stesso, il racconto che guida al libro tra parole, suoni, rumori d’atmosfera (testo di Simona Gonella, voce suadente e rilassante di Gabriella Sacco, elementi sonori di Zeno Gabaglio). La narrazione, sfruttando tutte le potenzialità multimediali e in qualche modo alludendo al modello decontestualizzante di Gertrude Stein, di cui il titolo è la parafrasi della celebre citazione, procede per associazioni, indicando, di volta, alcune pagine a cui riferirsi in maniera non lineare. Si parte proprio dall’oggetto, dalla sua fisicità per poi passare all’atto stesso del leggere per certi aspetti ancora molto misterioso come processo; non c’è una storia, se non quella dell’uomo e dell’autobiografismo dell’autrice (forse anche in eccesso), il camminare, la relazione con la natura, gli eventi atmosferici, la luce, la notte, gli animali, l’abitare, il dentro e il fuori, lo spazio e il tempo, la campagna e la città, la prima mappa graffita all’inizio del percorso umano, fino ad arrivare ad un mondo in cui la natura si riappropria dei manufatti di un essere scomparso. Nel frattempo, mentre ascolta e si lascia anche guidare ad osservare determinate pagine, il lettore può partecipare e fare diverse cose a modo suo. Dato che il nostro cervello ci permette una certa sinestesia, può cogliere le suggestioni arricchendole con i suoi ricordi e percezioni; può leggere le frasi che sono lette ma può anche andare oltre, continuare nella lettura per conto proprio. E se è anche anarchico, inizierà a sfogliare il libro prima che, molto dopo, venga invitato a farlo. Un libro con testi in francese, inglese, tedesco, oltre che in italiano, perfetto oggetto plurilingue; gli scritti come le illustrazioni si muovono tra differenti ambiti, dallo scientifico e tecnico, nella specificità, al fotografico, paesaggistico e documentario, schemi, piante, schizzi, dai manuali alla bibliografia letteraria, pensieri e considerazioni in libertà. Una selezione che ha come referenti il libro e l’umanità che esso contiene e da cui è contenuto. E se poi capita, a sorpresa, che anche il libro riveli i suoi aspetti d’indipendenza, ecco che può aprirsi da solo sulla banale immagine di un camion proprio un attimo prima che il mezzo di trasporto venga nominato dalla voce recitante. È il libro a farsi teatro coinvolgendo il lettore in una improvvisazione sempre diversa anche quando i testi e le illustrazioni sono uguali per tutti. Esattamente come capita leggendo qualsiasi libro. Trickster-p offre dunque un’altra avventurosa e originale esperienza multisensoriale. E ognuno avrà la sua ora di spettacolo.

Il debutto è per oggi, 11 marzo; si replica fino al 15 (me, gio, ve ore 19 e 21, sa e do ore 14, 18, 20.30). Poi sarà in tournée.

Manuela Camponovo

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