I viaggi di Manuela

Il Museo delle dogane

C’è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto, corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa e ci svegliamo dall’altra parte, in un’altra vita. (Isabel Allende)

 

Il giardinetto con i cippi

Una premessa a carattere linguistico. Nelle indicazioni ufficiali e sui manifesti, la versione in italiano, che poi è d’appartenenza, è veramente un affronto, effetto di quella contaminazione confederata da cui deriva un maltrattamento del nostro idioma: Museo delle dogane svizzero! Che poi andrebbe corretto Museo delle dogane svizzere o, meglio secondo me, Museo svizzero delle dogane.

Comunque sia, eccomi qui. Il battello da Lugano era ben frequentato ma non affollatissimo, il sole caldo, vista l’ora meridiana (il Museo ha un’apertura limitata, dalle 12 alle 16). Quello che ho preso io si è fermato, dopo una mezzoretta, all’imbarcadero delle Cantine di Gandria, dall’altra parte, il paese. Cinque minuti di sentiero a piedi, due cancelli (aperti) da superare e se ne costeggia il giardinetto con la breve infilata degli storici cippi che segnalavano il confine e i cartelli provenienti da tutta la Svizzera. Qui si trovava la vecchia caserma delle guardie di confine; la casetta a tre piani dal 1935 ospita il Museo, grazie alla raccolta meticolosa di materiale da parte della guardia di confine ticinese Angelo Gianola; una trasformazione in esposizione interattiva avvenne nel 1994. Quando sono entrata non c’era nessuno, nemmeno il custode…

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