Storie di Musetta e altri gatti

Il Natale dei gatti

Il Natale dei gatti

In casa c’era un’antica cassapanca, con la sua forma lunga era ideale per realizzarci sopra il Presepe, la processione di statuine, pastori, contadini, pecore e altri animali in miniatura, tutti in cammino verso la capanna o la grotta, secondo l’estro del momento, le montagne di cartapesta, le strisce di prato innevato, il cotone bianco… La famiglia non si faceva mancare nulla, quindi anche l’abete (vero!) aveva il suo posto e ogni anno era magico ritrovare le decorazioni che si tramandavano da generazioni. I fili d’angelo argentati come tocco finale. Ma non si facevano i conti con i gatti. Che erano già lì intorno a curiosare, a cercare con le zampine di far dondolare le delicate sfere. Ogni volta la stessa storia. Sigillare la sala? Ma se c’è una cosa che i mici non sopportano sono le porte chiuse, allora si metterebbero a raspare e miagolare, chi dormirebbe più? Una famiglia tiranneggiata dai suoi amati felini.

Il Natale dei gatti

Il giorno dopo, si trovavano le statuine atterrate, le montagne schiacciate, aghi, rametti di pino e decorazioni sparsi per tutta la casa. La bambina era divertita, la mamma che avrebbe dovuto ripulire quel disastro un po’ meno. E loro, gli impuniti, se non dormivano, osservavano con l’aria più innocente di questo mondo: “Noi non c’entriamo affatto, sono stati gli Elfi, che erano arrabbiati perché non invitati alla festa…”. La bambina, per via telepatica, aveva imparato a capire il loro linguaggio e riferiva alla mamma e alla nonna scettiche…

Manuela Camponovo

(10. Continua)

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