I viaggi di Manuela

Il primo passo

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.
(Milan Kundera)

E per continuare con le citazioni infinite sul viaggio e il viaggiare: Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo. (Lao Tzu)

Già, il primo passo, fuori dalla porta di casa… In realtà per me il viaggio inizia quando decido la meta, seppure ho una meta, e lascio vagare l’immaginazione. Il viaggio per me comincia a tavolino, niente siti internet per carità, niente, possibilmente, pubblicità… No, carte geografie, topografia e toponomastica e molta letteratura.

Fantastico sui luoghi che penso di visitare attraverso i libri. Luoghi magari da tempo sognati, luoghi che hanno incorporata una storia. Ci sono scrittori molto precisi nelle descrizioni di città e paesaggi e io li seguo nel loro andare e mi sembra di essere lì, con loro.

Uno dei romanzi, se si può definire romanzo, che è diventato un mito metropolitano, è l’Ulisse di James Joyce, che si svolge lungo una intera giornata, dall’alba a notte fonda, per le vie della Dublino del 1904. Il 16 giugno per l’esattezza. Così precisi sono i percorsi del protagonista, Mr. Bloom, che ancora oggi si possono seguire nelle rievocazioni, appunto, del Bloomday, la macelleria, la farmacia, la biblioteca, il pub, la spiaggia… Alcuni esistenti ancora. Non c’è più la casa dell’amico che ospitò lo scrittore ma ne è stata salvata la porta conservata nella sede del Centro a lui dedicato. E ricordo l’emozione di aver rifatto quell’itinerario, dopo averlo proiettato nella mia mente per anni, anche se intorno, nonostante il folclore di abiti d’epoca indossati da appassionati e le carrozze a cavallo, avevo una città molto diversa da quella di Joyce. Ma basta sforzarsi un po’…

Ecco, per me il viaggio inizia nel momento in cui lo sogno e poi una volta che sono fisicamente trasportata in quel sogno posso fare i confronti e tutto dipende da come sono stati conservati gli spazi. A volte le parti antiche, case, strade e piazze, possono anche non essere molto mutate, a volte sono irriconoscibili, ma comunque si è lì, in una fonte d’ispirazione…

Poi, certo, ci sono le guide che consigliano, che mostrano immagini, fotografie, utili per muoversi. Ne compro qualcuna e mi faccio una lista di quello che a me in particolare interesserà vedere. Non do molto ascolto a quei programmi che ti dicono: se hai un giorno, due giorni, tre giorni a disposizione… Perché ognuno ha i suoi ritmi. E se per quel museo, scrivono, si deve riservare almeno un’ora…  Io non ho nessuna intenzione di sentirmi una turista giapponese. Scherziamo? Molti turisti, quelli dei “pacchetti” tutto compreso, valutano il valore di un viaggio in base alla completezza dell’offerta: più cose da vedere. Sbagliato. Meglio poco o certamente non tutto, ma in profondità, prendendosi il tempo necessario, in questo modo si porterà a casa la bellezza di un’esperienza. Come nella vita, in ogni aspetto della vita, la fretta non è mai una buona consigliera.

Con un programma tutto mio e personalizzato, che non rispetterò, perché amo lasciarmi sorprendere dall’imprevisto, adesso sono pronta, veramente: per iniziare il mio viaggio e fare il primo passo fuori dalla porta…?  No, prima, la valigia… E questa preparazione, non così scontata, sarà oggetto del prossimo appuntamento della rubrica.

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