Teatro

Il viaggio onirico di Daniele Bianco ne “L’ultimo eroe”

Daniele Bianco © Michele Piccinini

“Un viaggio onirico che vince il tempo e lo spazio”, si può forse sintetizzare così l’ultimo spettacolo prodotto dalla compagnia Grande Giro, L’ultimo eroe, andato in scena ieri sera al Teatro Foce di Lugano per la Rassegna Home. Scritto e interpretato da Daniele Bianco, ha sin da subito accolto e divertito il folto pubblico, in gran parte costituito da amici dello stesso, accorso per lo spettacolo.

Il giovane attore toscano, laureatosi al Teatro di Movimento presso l’Accademia Dimitri di Verscio, ha interpretato i più svariati personaggi: l’uomo moderno, vittima della frenesia del mondo contemporaneo, la cui giornata è scandita da rigidi rituali e il tempo riservato alle relazioni umane si riduce a una veloce chiamata, mentre prende, in gran fretta, bus e tram per raggiungere il posto di lavoro; un uomo ferito dalla vita, che sopraffatto dal dolore e dalla sensazione di essere perseguitato dalla malasorte, rinunciando alla speranza di trovare la tanto agognata felicità, progetta di suicidarsi; Prometeo, figura della mitologia greca, che rubò il fuoco agli dèi per darlo agli uomini, e che permise così il progresso dell’uomo; un odierno buffone, che riflette sulle varie forme di estremismo politico; e, infine, “l’ultimo eroe”, che deve far fronte ad orribili mostri e agli orrori prodotti dall’uomo: la guerra, la desertificazione, l’inquinamento globale.

Lo spettacolo vince i confini del tempo e dello spazio: Daniele Bianco interpreta figure mitologiche dell’antichità e l’uomo moderno, e al tempo stesso ci proietta in diversi spazi: quello di una piazza, a inizio spettacolo gremita di persone, e nel finale divenuta deserta, su un pianeta e nell’universo.

In questo tipo di teatro fisico, Daniele Bianco, accompagnato dalla musica originale di Kety Fusco, ha interpretato efficacemente svariati personaggi, danzando, contorcendosi e guizzando sul palco.

Come si è visto, le tematiche sono molteplici, essendo esse evocate e non approfondite, si fatica a trovare il file rouge che sostenga l’intero spettacolo. Tuttavia, l’obiettivo primario de L’ultimo eroe era forse quello di proiettarci in universi reali e immaginari, e ripercorrere, in questo frenetico viaggio, la storia dell’umanità, dalle sue origini, sino ai più tetri scenari.

Lucrezia Greppi

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