Arti figurative

“Interference”: una mostra notturna che mette luce sull’influenza della tecnologia

Restano ormai pochissimi giorni per visitare la mostra “Interference”, allestita nel suggestivo contesto della ex Chiesa di San Pietro in Atrio a Como e aperta sino al 4 agosto 2019. Il luogo scelto per l’esposizione delle 20 opere suggerisce già la moderna riflessione che sottende l’allestimento; come ha sottolineato la curatrice della mostra, Roberta Gonella, «la chiesa ha rappresentato il modo dell’umanità per comunicare alla sua gente», ed era quindi luogo di incontro e di comunicazione, aspetto sempre più minacciato dall’era tecnologica.

 

Duvier del Dago, “Adán y Eva”.

Le rare figure umane che vediamo apparire nelle creazioni artistiche presentate non sono infatti in dialogo: nell’imponente installazione che si offre per prima alla vista del visitatore, Adán y Eva di Duvier del Dago, i nostri antenati sono rappresentati in posizione distesa ed uno sopra l’altro (i loro visi non si guardano ed è quindi negata loro la possibilità di comunicare), inermi e imprigionati nel fitto reticolato che li circonda, i loro profili catturano l’attenzione, emergendo dal buio in cui è avvolta la mostra.

Dall’oscurità affiorano con assoluta evidenza anche i vari dipinti, disposti sulle bianche pareti adombrate dalla bassa luminosità. Tra questi, due opere sempre dell’artista cubano: Girl sleeping with drone e Girl in City, entrambe rappresentanti due ragazze che non si accorgono della presenza di un drone che aleggia nelle loro vicinanze.

 

Fabrizio Bellanca, “Under control”.

Il fil rouge della mostra ruota intorno al tema delle odierne tecnologie, frutto degli sviluppi scientifici degli ultimi dieci anni, e che ci inducono a svelare e condividere una quantità sempre crescente di informazioni su chi siamo, cosa facciamo e dove siamo. Emblematico in tal senso The New Trinity di Fabrizio Bellanca, che ha per soggetto tre vigili telecamere, e Under control, dove lo stesso rappresenta una stazione ferroviaria, il cui dipinto dai vividi colori è attorniato da quattro droni.

In Unexpected Intruder di Juio Figueroa Beltran un drone militare assume poi dimensioni maestose, e vola minaccioso sui tetti delle case che rimangono intatti e indifferenti, mentre in When the wind blows outside una tranquilla campagna è avvolta da un’inquietante luce rossa, che ci fa pensare che qualcuno la stia spiando, forse mediante una termocamera.

 

Hongtao Zhou, “Textscapes”, Paris.

Invita chiaramente a “fare attenzione” alle moderne tecnologie l’opera monumentale dell’artista americana Sheila Elias, Vigilance, attorniata da una cornice di nastro segnaletico con la scritta “Caution”. L’opera fa parte di una serie pittorica intitolata Ipad Series, dato che l’artista ha utilizzato gli Ipad per realizzare i disegni.

Le creazioni che hanno colpito maggiormente il mio interesse, per la bellezza estetica e l’originalità dell’invenzione, sono però i Textscapes di Hongtao Zhou. Si tratta di documenti stampati in 3D che riportano sulla superficie, in rilievo, parole trasfigurate negli Skyline di diverse città internazionali (New York, Parigi, Shenzen, San Francisco, Hong Kong). Accanto alle stampe cittadine Hongtao accosta tavolette in Braille, scritte in caratteri cinesi. Queste, che prendono il titolo di Take My Hand, sono pensate come una forma di apprendimento attraverso il tatto.

 

La tematica dell’intrusione e della violazione della privacy è anche raccontata da un video di Nicholas Berdysheff, dove esamina le complessità dei moderni sistemi di sorveglianza, divenuti ormai parte integrante delle nostre vite, e dalla musica, grazie alle colonne sonore appositamente create da Andres Levin per l’allestimento.

Vi invitiamo dunque ad affrettarvi per approfittare degli ultimi giorni di apertura di Interference, una mostra davvero interessante e suggestiva nel suo allestimento, che ci fa riflettere sull’influenza delle moderne tecnologie.

Lucrezia Greppi

In cima