Arti figurative

Jean Arp: un umanista del Novecento attraverso i suoi libri

La biblioteca nella casa-atelier di Jean Arp. Fondazione Marguerite Arp, Locarno.
Foto: Roberto Pellegrini, Bellinzona.

Aperta al pubblico a Solduno la biblioteca di Jean Arp, Marguerite Arp-Hagenbach e Sophie Taeuber-Arp.

Il forte legame di Jean Arp con il canton Ticino, e il Locarnese in particolare, luoghi in cui trovava una stimolante tranquillità e una natura incontaminata che fecondava la sua vena artistica, risale ai primi decenni del Novecento, quando frequentava le rive del Verbano e l’ambiente del Monte Verità. Nel 1959, assieme alla seconda moglie Marguerite Arp-Hagenbach, acquistò la proprietà Ronco dei Fiori a Solduno, dove risiedette fino alla morte nel 1966 (Marguerite vi abitò poi fin quasi alla scomparsa nel 1994 [1]). Il numero civico 44 di via alle Vigne divenne perciò casa-atelier di uno dei massimi esponenti dell’arte d’avanguardia del XX secolo.

Costituita nel 1988, la Fondazione Marguerite Arp, che ha sede nella casa-atelier di Solduno, persegue lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio artistico, storico e documentaristico concernente Jean Arp, la prima moglie, artista e designer Sophie Taeuber-Arp e Marguerite Arp, collezionista della prima ora di arte astratta e già amica e sostenitrice dell’attività artistica di Jean e Sophie, sposata in seconde nozze.
Accanto a una collezione di oltre 1’700 opere d’arte inventariate – in gran parte lavori di Jean Arp e di Sophie Taeuber-Arp ma anche un importante nucleo di opere di artisti di fama internazionale (Bill, Calder, Delaunay, Duchamp, Giacometti, Kandinsky, Miró, Meret Oppenheim, Picabia, per non citarne che alcuni), da pochi anni conservata nel vicino nuovo deposito-spazio espositivo degli architetti Annette Gigon e Mike Guyer – la Fondazione, dal 2016 diretta dalla dr. Simona Martinoli, cura un significativo fondo archivistico e fotografico nonché una ragguardevole biblioteca specialistica. Proprio quest’ultima, in occasione del 30° di vita della Fondazione, è stata resa accessibile a un pubblico di studiosi e ricercatori e il patrimonio librario, in fase di catalogazione, è via via consultabile sia nella rete del Sistema bibliotecario ticinese sia nei cataloghi svizzeri e internazionali.

Daisetz Teitaro Suzuki, Die grosse Befreiung: Einführung in den Zen-Buddhismus, Konstanz, Curt Weller & Co. Verlag, 3. ed., 1947.
Copertina dipinta da Jean Arp, tecnica mista su carta da imballaggio.
Foto: Roberto Pellegrini, Bellinzona.

Ricca di oltre 7’000 documenti, il 40% dei quali rari se non unica a livello svizzero, questa biblioteca d’arte molto specializzata ha la particolarità di trovarsi ancora oggi nella casa-atelier in cui fu costituita. Grazie al sostegno della Heinrich Gebert Kulturstiftung di Appenzello e potendo contare su una intelligente soluzione progettuale degli architetti Michele e Francesco Bardelli, recentemente è stato possibile ricavare nella casa-atelier gli spazi necessari alla conservazione e alla consultazione del patrimonio librario. La Minerva Kunststiftung, dal canto suo, ha assicurato il finanziamento della catalogazione del fondo, prendendosi a carico l’onere di un bibliotecario. Ad assumere questa funzione è stato designato Gian Franco Ragno, storico dell’arte e bibliotecario.
Occorre ricordare che un’altra parte del patrimonio librario di Arp si trova nella casa-atelier di Clamart, dove Jean visse con la prima moglie Sophie Taeuber dal 1929. Solduno e Clamart sono quindi complementari e assieme rispecchiano le tappe della vita dell’artista.

I nuclei più importanti della biblioteca concernono la scultura, le avanguardie storiche (notevoli le raccolte di riviste quali Dada, Plastique, Der Stijl) e tutto quanto riguarda l’attività artistica soprattutto di Jean Arp e Sophie Taeuber-Arp, senza tuttavia dimenticare gli importanti apporti di Marguerite Hagenbach. Inoltre, accanto a libri e riviste inerenti a quanto ruota attorno ai proprietari e agli artisti della collezione, molti documenti testimoniano la vivace pluralità di interessi soprattutto di Jean e Marguerite: testi di filosofia, religione, teologia, letteratura, poesia, etnografia, viaggi, una varietà di discipline che ben esprime l’apertura mentale e la volontà di conoscenza dei proprietari. Il patrimonio librario è regolarmente arricchito con l’acquisizione sistematica di tutte le nuove pubblicazioni concernenti Jean Arp, Sophie Taeuber-Arp e il Dadaismo; inoltre è completata in modo mirato la documentazione relativa ai nuclei più importanti della collezione. Tra opere e libri si respira l’amicizia fra Jean e i colleghi, che spesso si esprime attraverso dediche molto affettuose raccolte anche dopo la morte dell’artista (tra le altre di Ben Nicholson e Italo Valenti su libri destinati a Marguerite).

Rudolf Suter, in quella che è considerata la prima biografia veramente esauriente di Jean Arp [2], si è chinato brevemente anche sulla biblioteca, evidenziandone i principali tratti. Premesso che non sia facile indentificare quali libri abbia letto soprattutto Jean e quali piuttosto Marguerite (sebbene quelli di sua proprietà abbiano un ex libris e denotino gusti tendenzialmente classico-letterari), una serie di incroci con lettere, annotazioni, testimonianze permettono di definire Jean un lettore onnivoro, con interessi che spaziano dalle arti alla filosofia, dalle religioni ai viaggi, all’etnografia (a questo proposito un libro sulle culture azteche è sicuramente legato al viaggio in Messico nel 1958). Alcuni autori sono tuttavia i fondamenti della sua formazione intellettuale e artistica: di sicuro ha letto Achim von Arnim, Hugo Ball, Clemens Brentano, André Breton, Paul Eluard, Novalis, Arthur Rimbaud, un ventaglio di nomi che, fra l’altro, corrispondono ai punti di riferimento nell’esperienza surrealista di Breton.

Michel Seuphor, Piet Mondrian. Sa vie, son oeuvre, Paris, Flammarion, 1957. Frontespizio con dedica dell’autore a Jean e Marguerite Arp.
Fondazione Marguerite Arp, Locarno. Foto: Roberto Pellegrini, Bellinzona.

Più complesso l’aspetto religioso di Jean Arp sebbene alcuni critici, tra i quali lo stesso Suter, insistano molto sulla presenza del trascendente nell’ultima parte della sua vita. Di sicuro ha letto il vangelo di Giovanni e fra i pochi libri in italiano figurano Dante e i Canti di San Francesco, ma il panorama religioso della biblioteca di Arp spazia dal cristianesimo, al buddismo, alla teosofia, quest’ultima risalente presumibilmente alle frequentazioni dell’ambiente del Monte Verità negli anni ’20.
Se la personalità di Jean è difficilmente classificabile in categorie prefissate (e questo non solo in ambito religioso muovendosi in modo disinvolto e con una marcata originalità anche fra i diversi movimenti d’avanguardia artistici e letterari del suo tempo), di Marguerite, invece, è nota la sua conversione al cattolicesimo e i suoi chiari interessi religiosi.

Per quanto concerne l’arco cronologico rappresentato, la maggior parte dei libri risale al ventennio 1940-’60, ma sono ben presenti anche le pubblicazioni degli anni ’30 e, in misura minore, degli anni ’10 e ’20. Inoltre a Solduno sono arrivati anche libri appartenuti agli Hagenbach, famiglia basilese assai benestante: tra questi una collezione di dieci volumi delle opere di Shakespeare. Anche l’anno di edizione di un’opera è un dato significativo nella riflessione intellettuale e artistica di Arp, e non è raro che, in particolare per determinate opere di letteratura surrealista, siano state collezionate diverse edizioni.

Hans Arp, Unsern täglichen Traum, Zürich, Arche Verlag, 1955. Fondazione Marguerite Arp, Locarno. Copertina con collage di Jean Arp (con pezzi strappati della sovracoperta originale del libro).
Foto: Roberto Pellegrini, Bellinzona.

Un capitolo particolarmente originale sono i cosiddetti “libri dipinti”, quasi una biblioteca nella biblioteca: una settantina sono conservati a Solduno (circa altrettanti si trovano nella casa-atelier di Clamart) e consistono in libri la cui copertina è stata decorata da Jean. Certamente si tratta di volumi (d’arte, di letteratura e di religione) che amava in modo particolare e che per diverse ragioni considerava importanti, meritevoli perciò di una cura speciale. Uno di questi, ad esempio, è il catalogo della Biennale di Venezia del 1954, in occasione della quale ad Arp fu assegnato il gran premio per la scultura. Ovviamente oggi questi libri hanno perso la loro funzione originaria ma sono assurti al rango di vere opere d’arte di Jean.

Costantemente arricchita dagli anni ’30 in poi, la biblioteca non solo mette in luce le personalità dei suoi artefici, ma evidenzia anche lo sviluppo dell’editoria artistica, dai piccoli cataloghi di un tempo ai ponderosi volumi di oggi, compresi cataloghi rari o graficamente significativi. A titolo di esempio figurano alcuni volumi originali, con dedica, di Jan Tschichold, le cui opere hanno fatto la storia dell’editoria; non solo, Tschichold è stato inserito fra le 100 persone più importanti per la storia del libro e le edizioni che realizzò per la Penguin Books in Inghilterra furono una grande rivoluzione culturale negli anni ‘50, che permise di mettere i libri d’arte a disposizione anche del grande pubblico. Si tratta di testimonianze importanti sia per la storia del libro, sia per la storia della cultura.

La catalogazione e lo studio dei preziosi documenti della biblioteca della Fondazione Marguerite Arp porta a considerare Jean Arp un umanista del suo tempo che, accanto all’arte, alla scultura, alla pittura e alla letteratura, coltivava interessi vastissimi e che, pur essendo attivo in prima persona nei principali movimenti d’avanguardia del Novecento conservò una spiccata originalità. Infine dalla biblioteca sta emergendo anche l’interessantissima personalità di Marguerite Arp-Hagenbach, una delle collezioniste di arte moderna della prima ora che non è ancora stata studiata come meriterebbe.

Giampaolo Baragiola

Fondazione Marguerite Arp
Via alle Vigne 44
CH-6600 Locarno-Solduno
tel. +41 91 751 25 43
fax +41 91 751 28 24
info@fondazionearp.ch

Apertura martedì mattina su appuntamento, solo consultazione in sede; è prevista l’organizzazione di un servizio di consulenza e di scansione di articoli.

Sul sito della Fondazione anche la pagina della biblioteca con il link al catalogo:
http://fondazionearp.ch/it/biblioteca

[1] Per una sintesi biografica di Jean e Marguerite Arp si rinvia alle relative schede sul sito web della Fondazione Marguerite Arp.
[2] Rudolf Suter, Hans Arp. Das Lob der Unvernunft: eine Biografie, Zürich, Scheidegger & Spiess, 2016.

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